| MUTUI: LE BANCHE HANNO ALZATO GLI SPREAD, ED ORA ANCHE L'AUMENTO DEI TASSI |
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Articoli simili di sicuro tuo interesse: I tassi euribor hanno preso subito la strada della salita, così come era prevedibile, ma Federconsumatori ed Adusbef denunciano le strategie adottate in materia dalle banche che hanno già modificato gli spread.
Secondo le due associazioni ''le banche si portano avanti imponendo spread sui mutui quasi raddoppiati, oltre ad imporre costose assicurazioni sulla vita, pena la mancata erogazione". Infatti ''per l'acquisto di un mutuo per l'acquisto della prima casa le banche stanno ritoccando gli spread che arrivano fino all'1,80% (Banca Sella e Barclays), all'1,50% per Banca Intesa; 1,35% per la Bnl; 1,30% per Che Banca ed Unicredit; 1% per la Banca Popolare di Milano, per le richieste di un mutuo prima casa di durata ventennale di 150.000 euro''. Â
Adusbef e Federconsumatori, ritengono che sono ancor piu' onerosi gli spread applicati su un mutuo a tasso variabile per un importo di 150.000 euro, e con durata ventennale,''che arriva al 2,20% per Banca Carige ed Intesa San Paolo; all'1,85% per la Bnl; all'1,60% per Barclays, BPM e Che Banca; e infine all'1,55% per We Bank. Ricordando che molte banche hanno consigliato mutui a tasso variabile all'80% dei richiedenti, che avranno problemi nell'onorare le rate con le manovre BCE, che dovrebbero portare il tasso di riferimento almeno all'1,75% nel corso del 2011, Adusbef e Federconsumatori rammentano che la base dei mutui a tassi fissi (oggi tra il 4,50% ed il 5,75%) e' l'Eurirs,che oscilla tra il 3,65% a 10 anni; il 3,89% a 30 anni ed il 4,04% a venti anni''. Â Cristina Iadeluca
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Re: MUTUI: LE BANCHE HANNO ALZATO GLI SPREAD, ED ORA ANCHE L'AUMENTO DEI TASSI
Aug 21 2011 19:02:33 sembra proprio che nonostante la crisi non sia cambiato granchè da parte delle banche, e chi ci rimette è sempre chi non può farne a meno, ovvero tutti
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Tra due giorni è prevista la riunione del direttivo della Banca centrale europea, che dovrebbe mettere mano al tasso di interesse, apportando una correzione di 0,25%, per contrastare le spinte inflazionistiche, così come annunciato dal presidente della Bce, Jean-Claude Trichet, e più volte supportato anche dagli altri membri della consiglio europeo.