Riforma banche: il  Movimento 5 Stelle lancia una proposta rivoluzionariaLe novità sulla riforma del sistema bancario relative alle proposte del Movimento 5 Stelle di Grillo vanno dalle modifiche al sistema dell’eleggibilità consiglio di Bankitalia a quelle per la nomina del Governatore, alla separazione fra banche d’affari e commerciali. Non per ultimo i deputati pentastellati pensano di trasformare Bankitalia da privata in pubblica. Occorre ricordare che bankitalia è attualmente controllata, per il 94,33% del capitale sociale, da banche e assicurazioni private a fronte di una quota minoritaria di appena il 5,66% detenuta dallo Stato (tramite Inps e Inail). Questo anche alla luce dei recenti scandali che hanno interessato il sistema bancario, primo fra tutti l’indagine penale avviata su Ignazio Visco, in relazione alla vendita della Banca di Spoleto, e ai licenziamenti a catana in Unicredit e altre banche.

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Nemmeno un mese fa alcuni deputati pentastellati, tra cui il deputato Alessio Villarosa, impegnato personalmente nella stesura, hanno presentato in Parlamento una proposta rivoluzionaria che ha come protagoniste proprie le banche.

Tale proposta costituisce una energica risposta alle recenti vicende che hanno interessato il sistema bancario, primo fra tutti l’indagine penale avviata su Ignazio Visco, in relazione alla vendita della Banca di Spoleto, per poi passare all’entrata in vigore della nuova normativa sul BAIL-IN, e ai recenti licenziamenti a valanga che hanno interessato l’Unicredit, la Banca Popolare di Vicenza e altre banche.

Le posizioni su tali temi caldi da parte del Movimento 5 Stelle sono contraddistinte da una chiarezza e un spirito rivoluzionario che mira fondamentalmente a ripensare a tutto il sistema bancario in una nuova ottica: prevedendo una regolamentazione trasparente del mercato finanziario per evitare nuove bolle speculative e poi garantendo una separazione fra banche d’ afffari e commerciali, separando dunque le attività di credito tradizionali da quelle speculative.

La proposta definitiva prevede innanzitutto un modifica alle modalità di elezione del Consiglio Superiore di Banktalia che è l'organo cui spetta l'amministrazione generale nonché la vigilanza sull'andamento della gestione e il controllo interno della Banca, i cui membri durano in carica cinque anni e sono rieleggibili non più di due volte.

Ad esso spetta anche fornire un parere, alla procedura di nomina del Governatore.

Il disegno di legge dei pentastellati prevede l’elezione dei 13 membri del Consiglio Superiore da parte delle Camere riunite in seduta comune.

Spetterà inoltre al Presidente della Repubblica procedere alla nomina o alla revoca del direttore generale e dei vicedirettori di Banca d’Italia.

Ciò perché si vuole garantire una certa trasparenza ed evitare quei circoli viziosi che potevano crearsi con la nomina da parte dell’assemblea degli azionisti.

E vuoi forse per vendicare i tagli che molti istituti bancari stanno facendo sui loro dipendenti, il M5stelle prevede anche una drastica riduzione dei stipendi dei burocrati bancari, la cui soglia limite è infatti l’assegno previsto per il primo presidente della Corte di Cassazione.

Un ulteriore pacchetto di misure è, invece, destinato alla tutela del risparmio e al riordino delle attività di vigilanza che la banca centrale italiana esercita sulle banche, sugli intermediari finanziari, sugli Istituti di moneta elettronica, sugli Istituti di pagamento e, sugli intermediari non bancari.

La bozza, sul cui contenuto trapelano le indiscrezioni da parte del deputato Villarosa ha ad oggetto proprio il rafforzamento dei poteri di Bankitalia a cui il movimento di Grillo pensa di attribuire maggiori poteri e maggiori responsabilità.

Il potenziamento dell’attività di vigilanza – continua il deputato del M5S- va riorganizzata distribuendo i relativi poteri tra la sede centrale e quelle periferiche Una riforma che pone, tuttavia, problemi di compatibilità con la normativa europea, dal momento che da gennaio, anche l’Italia, ha iniziato a trasferire i poteri di vigilanza alla banca centrale europea.

Non per ultimo i deputati pentastellati pensano di trasformare Bankitalia da privata in pubblica.

Occorre ricordare che bankitalia è attualmente controllata, per il 94,33% del capitale sociale, da banche e assicurazioni private a fronte di una quota minoritaria di appena il 5,66% detenuta dallo Stato (tramite Inps e Inail).

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