Licenziamenti a valanga per Unicredit, Intesa San Paolo, BNL, Monte Paschi, Veneto Banca, Banca Popolare di Vicenza

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3 years 11 months ago #103 by admingat
admingat created the topic: Licenziamenti a valanga per Unicredit, Intesa San Paolo, BNL, Monte Paschi, Vene

Licenziamenti a valanga per Unicredit, Intesa San Paolo, BNL, Monte Paschi, Veneto Banca, Banca Popolare di Vicenza.Licenziamenti e tagli. Tali misure oramai adottate da molti  istituti bancari come Monte dei Paschi, BNL, Intesa San Paolo, Banca Veneta e molte altre, non faranno sconti e da Nord a Sud orami a rischio ci sono molti posti di lavoro. E se oggi in banca non si entra quasi più, al massimo si esce e le code allo sportello si stanno estinguendo, molti si chiedono cosa ci sia veramente dietro questa lunga scia di tagli, che cominciano con il maggiore istituto di credito italiano, l’ Unicredit, che al 2018 prevede 18.200 lavoratori che andranno a casa. Gli altri 12.200 lavoratori lasceranno il gruppo per effetto di razionalizzazioni nei centri direzionali e nella rete di banca commerciale in Germania, Austria e Italia e Centro Est Europa, così da portare la forza lavoro a 111mila dipendenti fra tre anni.

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3 years 9 months ago #104 by Palermo
Palermo replied the topic: Licenziamenti a valanga per Unicredit, Intesa San Paolo, BNL, Monte Paschi, Vene
Io non credo che le banche stiano pensando a nuovi modelli organizzativi. Le banche continuano a vedere uno e un solo problema: gli organici. Un assillo inaudito mentre l'economia dei territori langue. I prestiti non sono alla portata degli imprenditori, e le banche da moltissimo tempo non sono un punto di riferimento per l'economia.
L'imprenditoria bancaria insiste con i dipendenti in esubero ma spesso, (qualche banca che conosco benissimo) non apre al mattino perchè mancano i due unici addetti, oppure uno di questi è ammalato ( cosa gravissima in relazione alle regole di Bankitalia. Pensate a cosa accadrebbe se un cliente che quel giorno aveva in scadenza i titoli e non ha potuto rinnovarli ed accade un fatto apparentemente normale - mi riferisco alla malattia di un dipendente.
Spesso i dipendenti attuali lavorano in condizioni precarie facendo il lavoro almeno di tre addetti. Da anni gli istituti di credito non effettuano il turn over. Si manda in esodo e non si hanno forze adeguate per caratterizzare le filiali. E' giusto andare avanti così?
Questo è il sistema bancario adeguato per sostenere la concorrenza delle banche europee ?
E non credo neppure ai grandi numeri strombazzati dalle banche perchè dietro questi spauracchi si nasconde il solo profitto. E' stato rinnovcato un conttratto nazionale dopo molti anni e tantissime difficoltà e con davanti una sola minaccia: gli esuberi- Solo di questo si parla da anni e mai di strategia per i territori, per le PMI per le famiglie, per i giovani, per la ricerca. Le fusioni che ci sono state nel Paese tranne forse che per Banca Intesa non hanno portato benefici ai clienti, anzi li hanno disorientati ulteriormente. E i banchieri poi debbono rispondere ( come stanno rispondendo alla magistratura) di distorsioni del credito e di gravi inadempienze, le stesse che hanno portato al fallimento delle banche piu note e rese note dalle cronache. Ma le quattro banche non sono uniche ce ne sono altre tredici che aspettano di vedere il loro destino.
Eppure per questi imprenditori esistono solo i lavoratori.
Sono i lavoratori il valore aggiunto della stragrande maggioranza delle banche solo che nessuno vuole riconoscerlo......riflettiamo dentro le notizie e non fermiamoci alle prime stazioni.......

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