Parte I)Polizze vita: quali sono i parametri da vagliare? Oltre alla scelta della tipologia del prodotto assicurativo ebbene anche valutare quali sono i rendimenti, i costi e le clausole del contratto. Negli ultimi anni infatti il boom delle polizze vita ha portato alla presenza di un gran numero di formule che le compagnie assicurative mettono a disposizione dopo aver scelto il prodotto assicurativo che fa per voi. Per esempio anche se per quasi tutte le polizze il minimo garantito oscilla intorno al 3 % il semplice confronto fra i rendimenti può esser fuorviante. Bisogna valutare anche i costi che sono rilevanti e che vengono comunicati solo dietro richiesta del cliente. In questo breve articolo vi illustriamo alcuni aspetti da tenere in considerazione prima di stipulare una polizza, mentre nell'articolo intitolato “Migliore Polizza vita: l’importanza dei rendimenti, la riduzione e il riscatto (Parte 2)” vi illustriamo l’importanza dei rendimenti e quali sono le ipotesi principali di riduzione e riscatto delle prestazioni.

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[Vedi anche “Differenza tra Assicurazione e Polizza Assicurativa?”].

Una volta scelto il tipo di polizza vita più confacente alla vostre necessità (polizza vita caso morte, polizza vita caso vita, polizza mista), potete passare alla fase di indagine del mercato e all’esame delle varie formule che le compagnie assicurative mettono a disposizione dopo aver scelto il prodotto assicurativo che fa per voi.

Le polizze vita possono esser sottoscritte presso agenti di assicurazione, sportelli bancari e promotori finanziari di banche e Sim.

 

La forma di sottoscrizione è generalmente quella del piano d’accumulo, ossia una serie di versamenti annuali, trimestrali e cosi’ via.

I versamenti possono essere costanti o crescenti nel tempo.

I primi consentono una pianificazione finanziaria dei propri risparmi, mentre i versamenti crescenti hanno il vantaggio di tenere il passo con l’inflazione.

Le polizze possono essere anche a premi unici, e prevedere solo versamenti una tantum.

In questo caso hanno costi inferiori alle polizze tradizionali a premio annuo.

 

La proposta preliminare nella Polizza Vita: Prima di stipulare un contratto, la compagnia assicurativa chiede al cliente tutte una serie di informazioni e sulla base delle risposte ottenute decide se assumere l’impegno.

L’assicurando è quindi tenuto a sottoscrivere un documento preliminare che costituisce parte integrante del contratto, che se compilato con superficialità può riservare in seguito spiacevoli sorprese.

Cosi' che, se le dichiarazioni dovessero risultare false, la compagnia potrebbe persino rifiutare la prestazione in caso di sinistro.

In particolare in caso di dichiarazioni inesatte o reticenti l’assicuratore ha diritto di recedere dal contratto entro 3 mesi dal giorno in cui ne è venuto a conoscenza e in caso di sinistro effettua la prestazione in misura ridotta.

Se invece vi è stato dolo o colpa grave, l’assicuratore ha diritto di annullare il contratto entro tre mesi dal giorno in cui ne è venuto a conoscenza ed in caso di sinistro può rifiutare la prestazione. La valutazione dello stato di salute dell’assicurato è uno degli elementi chiave che l’assicuratore deve considerare nell’assumere un determinato rischio.

Una visita medica è in genere richiesta, però, solo per le polizze vita che prevedono in caso di morte, l’erogazione di un capitale di una certa rilevanza.

 

La nota informativa della Polizza Vita: Prima della stipula del contratto, anche l’assicuratore ha l’obbligo di fornire alcune informazioni al contraente e all’assicurato mediante appunto la nota informativa.

In questo prospetto saranno contenute informazioni specifiche relative al tipo di polizza da stipulare e comprensive di un progetto personalizzato.

L’Isvap, ora Ivass ha previsto che questa nota indichi:

- le modalità e la durata dei versamenti dei premi,

- le modalità di calcolo e di assegnazione alla partecipazione agli utili,

- il valore del riscatto e di riduzione del contratto,

- i caricamenti sui premi,

- le garanzie principali e quelle accessorie,

- le ipotesi di rivalutazione del progetto stabilite dall’Ivass

- l’aliquota di retrocessione del rendimento a favore dell’assicurato.

 

Il diritto di recesso nella Polizza Vita: Nel primo mese di vita della polizza, il contraente può tornare sui suoi passi e rescindere il contratto entro 30 giorni senza costi aggiuntivi.

In tal caso dovrà essergli restituito l’importo pagato al netto dell’imposta (circa il 2,5 del premio) delle spese di emissione e della parte di premio relativa al periodo per il quale il contratto è entrato in vigore.

 

Capitale o rendita nella Polizza Vita? Alla scadenza del contratto le polizze vita prevedono appunto l’erogazione del capitale o di una rendita.

Quest’ultima è una somma di denaro crescente nel tempo in termini nominali, che viene pagata annualmente o mensilmente vita natural durante.

Il vantaggio di una rendita assicurativa è quello di offrire la certezza di una somma di denaro sempre crescente per tutta la vita.

Lo svantaggio è quello di non poter cambiare idea: una volta scelta la rendita il capitale non è più disponibile per gli eredi.

Anche dal punto di vista fiscale le due soluzioni vengono trattate in maniera diversa: la rendita rientra nell’imponibile Irpef al 60 %; il capitale erogato è invece soggetto ad una tassazione del 12, 5 % sulla differenza fra somma riscossa e il premio assicurato sul rendimento maturato fino al 31 dicembre 2011.

Sul rendimento maturato dal 1 gennaio 2012 viene operata una ritenuta del 20%, a titolo di imposta e con obbligo di rivalsa, sulla differenza tra l’ammontare del capitale corrisposto e quello dei premi riscossi.

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