Rete d’impresa: il futuro del fidanzamento fra le aziende è divenuto realtàLa Rete d’impresa permette alle aziende di unirsi per esercitare insieme alcune attività con carattere innovativo e tendenzialmente duraturo, pur mantenendo, ciascuna impresa, la propria autonomia e senza legarsi in un rapporto societario molto più vincolante. Esse sono legati a obiettivi di competitività sul fronte dell'internazionalizzazione e dell'innovazione. Le reti d’impresa permettono il “fidanzamento” fra le aziende, permettendo loro di comprendere se sia poi strategico confluire in un “matrimonio” aziendale. Si supera cosi la vecchia concezione del passato attraverso la quale le intese tra aziende venivano fatte attraverso acquisizioni o fusioni aziendali, oppure con la creazione di consorzi o associazioni temporanee di aziende. Questo nuovo strumento di aggregazione per imprese sta conoscendo una grande crescita in Italia. A poco più di quattro anni dalla costituzione della prima rete, oggi sono 7.900 le imprese coinvolte.

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Cos’è una rete d’impresa?

La Rete di Imprese è uno strumento giuridico che consiste in un accordo-contratto volto a consentire alle imprese di esercitare in comune alcune attività, migliorando il funzionamento delle stesse e l’efficienza nell’impiego delle risorse.

L’obiettivo della rete d’impresa è facilitare le forme di aggregazione e di coordinamento tra imprese con un occhio particolare alle PMI  che collaborando cerchino di accrescere la propria massa critica, le capacità competitive e anche la possibilità di sviluppare strategie innovative unendo le forze.

Una piattaforma articolata ma di semplice lettura per capire cosa è una rete d'impresa, a cosa serve e come si fa per crearne una, si chiama contrattidirete.registroimprese.it.

La piattaforma è realizzata da InfoCamere e «offre a imprese, associazioni, professionisti e Istituzioni gli strumenti utili e i suggerimenti per valutare la costituzione di una nuova rete.

Questo sistema serve a potenziare i servizi di sensibilizzazione e di assistenza tecnica a favore dello strumento delle reti, facendo leva su tutti gli attori dello sviluppo locale.

In Italia i contratti di Rete di Imprese hanno superato quota 2.000 e coinvolgono ormai più di 10.000 imprese. dall'edilizia alla sanità, dal tessile alle nuove tecnologie, per un numero totale di contratti che al primo giugno scorso aveva toccato quota 1.590.

A livello regionale, la Lombardia è la prima regione italiana per numero di reti (1.863), seguita da Emilia-Romagna (1.038), Toscana (796) e Veneto (601).

Un fenomeno in grande crescita e che sembra adattarsi bene alla realtà imprenditoriale italiana caratterizzata da una grande frammentazione delle imprese.

Sono le imprese manifatturiere in rete che detengono il miglior posizionamento competitivo rispetto a quelle non coinvolte in contratti di rete.

È piu alta la quota di chi può vantare attivita di export (51,6% circa contro il 29,8%), certificati di qualita (28% contro il 15,7%), partecipate estere (15,9% contro il 6%), marchi registrati a livello internazionale (16,5% contro il 7,1%).

Con la rete le aziende si uniscono per fare solo alcune cose, decidono liberamente quali siano e con quali modalità perseguirle, mantenendo su tutto il resto la propria autonomia aziendale e operativa.

Questo tipo di collaborazione consente alle imprese coinvolte di calibrarsi e di conoscersi meglio, per poi magari confluire in una aggregazione contrattualmente più solida in un secondo momento.

Si fa in modo che i valori differenzianti delle piccole imprese (creatività, flessibilità, qualità etc) si possano coniugare con l’organizzazione, l’efficienza e le competenze manageriali necessarie per competere in un panorama economico sempre più complesso.

Si supera cosi la vecchia concezione del passato attraverso la quale le intese tra aziende venivano fatte attraverso acquisizioni o fusioni aziendali, oppure con la creazione di consorzi o associazioni temporanee di impresa.

Oggi infatti il contesto globalizzato, il cambiamento dei flussi di capitale e persone hanno generato nuove grandi sfide soprattutto per le imprese più piccole.

La fiducia reciproca tra le aziende che operano in rete o in distretti è fondamentale, a dispetto delle logiche di concorrenza spietata che risultano controproducenti nel lungo periodo.

Un altro vantaggio da non sottovalutare delle Reti d’imprese sta nello stesso modello che si adatta bene alle caratteristiche del tessuto imprenditoriale italiano, dove è necessario incidere sulle difficoltà a collaborare tra imprenditori, per raggiungere obiettivi di competitività sul fronte dell'internazionalizzazione e dell'innovazione.

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