Novità importanti del decreto n 147 del 2015 sulla crescita e sull’ internazionalizzazione dei soggetti economici operanti in Italia Il decreto legislativo n. 147 rientra tra i provvedimenti attuativi della legge n. 23 del 2014, che delega il Governo ad approvare una serie di misure per rendere il sistema fiscale più equo, trasparente e orientato alla crescita. Alcune delle misure previste dal Dlgs saranno operative da subito, tra cui la norma sulla deducibilità dei costi per operazioni con controparti domiciliate in paradisi fiscali, individuati in ragione della mancanza di un adeguato scambio d’informazioni con un decreto del ministro dell’Economia e delle Finanze . Inoltre si rendono deducibili le perdite su crediti risultanti da un piano di rientro dai debiti ovvero quelle rilevanti ove il debitore sia assoggettato a procedure estere equivalenti a quelle italiane. Viene altresì introdotta una specifica disciplina per i crediti di modesta entità e per quelli vantati nei confronti di debitori che siano assoggettati a procedure concorsuali o a procedure estere equivalenti.

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Il decreto legislativo n.147, entrato in vigore dal 7 ottobre 2015 contiene al suo interno delle novità che consentiranno l’internazionalizzazione dei soggetti economici operanti in Italia.

Lo stesso mira a ridurre i vincoli previsti per le operazioni transfrontaliere, creando cosi’ un quadro normativo stabile e trasparente per gli investitori.

Una delle principali novità non di poco conto è l’introduzione nel nostro ordinamento la “branch exemption", ovverosia la possibilità che in capo a un’impresa residente nel territorio dello Stato non assumano rilevanza fiscale gli utili e le perdite realizzati dalle sue stabili organizzazioni all’estero, da determinarsi in ogni caso in base ai criteri di cui all’articolo 152 del Tuir.

A tal proposito, viene inserito nel Tuir il nuovo articolo 168-ter, in base al quale si consente appunto ad un’impresa residente in Italia di esercitare l’opzione per esentare utili e perdite attribuibili a tutte le proprie stabili organizzazioni all’estero.

L’opzione è irrevocabile ed è esercitata nel momento di costituzione della stabile organizzazione, con effetto dal medesimo periodo d’imposta. Un'altra modifica non di poco conto concerne la disciplina degli accordi preventivi tra imprese con attività internazionale e Amministrazione finanziaria, attualmente contenuta nell’articolo 8 del Dl 269/2003 (ruling internazionale).

Vi è l’estensione dell’ambito oggettivo della procedura di accordo preventivo.

Alla nuova procedura, infatti, si può accedere anche per la definizione dei valori di ingresso e di uscita in caso di trasferimento della residenza, nonché per l’attribuzione di utili e perdite alla stabile organizzazione in un altro Stato di un’impresa o un ente residente ovvero alla stabile organizzazione in Italia di un soggetto non residente.

In tema di procedure concorsuali e accordi di ristrutturazione, il decreto chiarisce che anche le perdite su crediti conseguenti all'esecuzione di piani di risanamento attestati da professionisti indipendenti e qualificati sono automaticamente deducibili a decorrere dalla data di iscrizione nel registro delle imprese.

Inoltre è esteso a tutti i contribuenti il regime di detraibilità "per competenza" delle eccedenze dei crediti d'imposta per i redditi prodotti all'estero eliminando le disparità di trattamento proprie della normativa tributaria italiana.

Un altro tema caldo che è stato studiato e riportato nel Dlgs riguarda, i dividendi provenienti, anche indirettamente, da Paesi black list( cioè quei dividendi,percepiti da soci residenti in Italia, provenienti da società residenti in Stati o territori a fiscalità privilegiata).

Essi sono assoggettati a tassazione in capo al socio residente (persona fisica o giuridica) per l’intero importo.

In base alle nuove disposizioni, il meccanismo della integrale imponibilità viene limitato ai soli casi di partecipazione diretta in una società black listed o, nei casi di partecipazione indiretta, all’ipotesi in cui il socio residente detenga una partecipazione di controllo in una società intermedia non black list (italiana o estera), che consegue a sua volta utili da partecipate, anche non di controllo, in Stati black list.

Su richiesta del Parlamento il Consiglio dei Ministri ha infine previsto una norma che incentiva fiscalmente il rientro in Italia di lavoratori con qualifiche elevate. L'agevolazione consiste in una riduzione del 30%, per cinque anni, del reddito imponibile prodotto sul territorio italiano.

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