ultime novità sulla proroga della voluntary disclosureLa Voluntary Disclosure, cioè la dichiarazione volontaria del proprio capitale all'estero, è stata proposta per incentivare a far uscire i capitali sommersi allo scoperto. Il conto da pagare, per chi non corre ai ripari al più presto, potrebbe essere molto salato si parla del 145% del capitale, fino a picchi del 450%. Per i pentiti del fisco che ricorreranno al Voluntary si va invece da sanzioni del 5,6% per i casi più semplici (es. eredità da anni in Svizzera) fino all'80-90% per i casi più attivi e ripetuti nel tempo di evasione. La "sanatoria" però sarà ammessa soltanto per gli ultimi 4-5 anni (e non più come prima 8-10). Gli ultimi chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate, resi con la circolare n. 31/E hanno fatto luce sui profili ancora problematici recentemente evidenziati dagli operatori professionali. Inoltre Il Consiglio dei ministri ha approvato il 30 settembre il decreto con la proroga della scadenza della voluntary disclosure, il termine per l'adesione dal 30 settembre slitta al 30 novembre 2015

Copyright © All Rights Reserved - We-News.com

L’entrata in vigore della legge n. 186/2014 ha introdotto nuove disposizioni per l’emersione e il rientro di capitali detenuti all’estero, mediante la procedura di collaborazione volontaria (voluntary disclosure).

La voluntary disclosure infatti è un procedimento di "pacificazione fiscale" tra il contribuente e l'amministrazione, pacificazione decisa dal contribuente stesso.

Con questa manovra si spera di incassare somme ingenti di imposte evase in precedenza e allo stesso tempo far sì che detti capitali regolarizzati possano essere reinvestiti nel nostro Paese.

All'inizio, però, molti sono stati i profili problematici evidenziati dalle strutture dall’Agenzia delle Entrate e dagli operatori professionali.

Infatti in un primo tempo la normativa emanata risultava alquanto oscura circa la possibilità di integrare la richiesta di accesso alla voluntary disclosure anche successivamente alla scadenza dei termini di presentazione dell’istanza, nel caso in cui l’Ufficio rilevi o il contribuente si accorga di non aver ricompreso nella richiesta o nella documentazione attività estere o violazioni dichiarative.

Gli ultimi chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate, resi con la circolare n. 31/E diramata lo scorso 28 agosto, hanno fatto luce sulla questione chiarendo come il contribuente abbia la possibilità di presentare ed integrare la documentazione e le informazioni utili alla definizione della procedura di emersione fino al 30° giorno successivo alla presentazione della richiesta di adesione.

In tal caso, l’Ufficio prenderà in considerazione l’ultima istanza inviata e tutta la documentazione e le informazioni prodotte entro tale termine.

Ma la circolare dell’Agenzia dell’Entrate si spinge oltre fino a prevedere addirittura la possibilità di sanare in sede di contraddittorio con la parte quegli errori materiali (concernenti la determinazione dei valori degli investimenti e delle attività finanziarie illecitamente detenute all’estero, che quindi siano rilevati nel corso dell’esame della documentazione e della relazione di accompagnamento), prima che vengano emessi gli atti di accertamento e di contestazione delle violazioni.

Del pari, l’eventuale carenza documentale e informativa rilevata dall’Ufficio in ordine ad ulteriori asset e/o violazioni dichiarative potrà essere oggetto di richiesta o chiarimento in via integrativa. La circolare n. 31/E fissa però precisi limiti alla possibilità di integrazione oltre la scadenza dei termini previsti dalla legge.

Solamente il contribuente in buona fede e cioè colui che per errore scusabile e/o forza maggiore non abbia potuto presentare l’integralmente la documentazione può beneficiare di tale proroga. Allo stesso modo, la collaborazione tardiva del contribuente potrebbe essere sanata nel caso in cui l’inadempimento sia riconducibile ad una causa di forza maggiore.

Dopo la richiesta a gran voce da parte degli operatori del settore, della concessione di una proroga dei termini il 30 settembre scorso il Consiglio dei ministri ha approvato ufficialmente il decreto con la proroga della scadenza della voluntary disclosure.

Il termine per l'adesione dal 30 settembre slitta al 30 novembre 2015.

La proroga gioverà certamente ai professionisti che affiancano i contribuenti nella procedura di regolarizzazione, permettendo loro anzitutto di aderire pienamente alle ultime indicazioni espresse dall’Agenzia e dal Legislatore al fine di completare le istanze secondo le linee guida indicate dagli Uffici evitando in futuro ogni possibile contestazione da parte di quest’ultimi.

Vuoi sapere quante visite ha questo articolista? Clicca sul bottoncino "VS" a lato.

«Quanto ti è piaciuto questo articolo???»
... Aiutaci:

1) Condividendolo sui Social Network;

2) e Registrandoti per Commentarlo QUI sotto.

Grazie di cuore!

N.B. L'autore di questo articolo manleva da ogni qualsivoglia responsabilità questo sito e chi vi ci lavora per qualunque danno arrecato. Se pensi che ci sia stato dichiarato il falso e/o siano state commesse delle infrazioni legali, scrivici per poterti mettere in contatto direttamente con l'autore che si assume il 100% della responsabilità.

Log in to comment