Novità rilevati introdotte dal Dlsg sul piano di rateizzazione: i beneficiari sono i contribuenti decaduti Il decreto legislativo in materia di riscossione recentemente approvato dal Consiglio dei Ministri, che fa parte dei cinque decreti che hanno dato vita alla Riforma fiscale del governo Renzi, approvati il 20 settembre, aprirà una nuova finestra per riammettere al beneficio coloro che sono decaduti da una rateazione nei 24 mesi precedenti l'entrata in vigore dello stesso decreto legislativo approvato. Potranno richiedere un nuovo piano di rateazione, fino ad un massimo di 72 rate, solamente i contribuenti decaduti nei due anni prima dell'entrata in vigore della norma e a patto che l'istanza venga presentata entro 30 giorni dalla pubblicazione del decreto in Gazzetta Ufficiale. Tra le agevolazioni previste anche quella della possibilità di optare per l'addebito diretto delle rate sul proprio conto corrente.Inoltre, occorre precisare che con il nuovo piano di rateazione concesso i contribuenti dovranno essere più attenti a rispettare le scadenze, visto che non saranno più 8 le rate di tolleranza.

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Il 22 settembre c’è stato ultimo passaggio in Consiglio dei Ministri sullo schema di decreto di attuazione della delega fiscale in materia di riscossione, che ha ricevuto il via libera definitivo dell'esecutivo.

La principale novità riguarda l’introduzione di una norma finalizzata a venire incontro alle esigenze dei contribuenti in difficoltà con il pagamento dei debiti fiscali.

Nello specifico, in accoglimento delle osservazioni formulate dalle Commissioni parlamentari, viene prevista la possibilità di accedere ad un ulteriore piano di rateazione da parte di tutti i contribuenti decaduti nei 24 mesi antecedenti l'entrata in vigore del decreto.

La nuova disposizione stabilisce che: ”le somme non ancora versate, oggetto di piani di rateazione da cui i contribuenti siano decaduti nei 24 mesi antecedenti l’entrata in vigore del presente decreto, possono su richiesta degli stessi contribuenti essere oggetto di un nuovo piano di rateazione, ripartito fino a un massimo di 72 rate mensili. Dal piano di rateazione si decade per il mancato pagamento di sole due rate. Tale richiesta deve esser presentata entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto”.

Sul punto, si ricorda che le Commissioni parlamentari avevano esortato il Governo a valutare l’opportunità di riammettere alla dilazione non solo chi è decaduto da una pregressa dilazione dei ruoli, ma anche da una dilazione di somme derivanti da istituti deflativi del contenzioso, previo pagamento delle rate scadute.

Si spera che con il presente decreto legislativo si possa recuperare molto di più di ciò che è stato introitato nelle casse dello Stato con il precedente piano di rateazione straordinario che prevedeva 120 rate mensili e la possibilità di richiedere ed ottenere una proroga delle rate (ovvero di spalmare ulteriormente una dilazione in corso).

La cifra complessiva del mancato incasso di Equitalia per le rate impagate nel 2014 da parte di tutti quei contribuenti che non sono riusciti a restare al di sotto del limite delle 8 rate non versate per mantenere in piedi il piano di rateazione ottenuto, è stata infatti di soli 9 miliardi di euro.

Con il nuovo intervento di rateizzazione previsto dal Governo invece si stima che l'effetto del recupero dei piani decaduti avrà complessivamente una portata di circa 8 milioni di euro.

Tale provvedimento si incardina nella più ampia riforma del Governo di semplificazione del sistema fiscale, che prevede appunto una serie di interventi volti a favorire da una parte la riscossione dei tributi iscritti a ruolo dall'Agenzia delle Entrate, che affida il recupero dei loro crediti ad Equitalia, e dall'altra parte finalizzati ad agevolare i debitori, spesso aziende in stato di grave difficoltà finanziaria, a sostenere il peso dell'esposizione debitoria.

Non per ultimo occorre ricordare che il decreto attuativo sulla riscossione apporta delle modifiche anche sull’aggio delle cartelle di Equitalia.

All’8% subentra infatti una percentuale variabile, nello specifico: 1% in caso di riscossione spontanea (ex art. 32, D.Lgs. n.46/1999), 3% o 6% in caso in cui la riscossione sia coattiva e dunque si debba procedere a recuperare un credito a seguito di un mancato versamento da parte del contribuente.

Si applicherà il 3% a chi provvederà entro 60 giorni dalla notifica della cartella ad effettuare il pagamento, mentre varrà il 6% se si supererà tale scadenza.

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