Tutte le novità relative agli studi di settore per il periodo d’imposta 2014 sono descritte nella circolare n. 28/E del 17 luglio 2015Sono molte  le novità introdotte con la nuova versione Gerico 2015 relativa agli studi di settore “ revisonati”. E sulla concreta applicabilità degli stessi è intervenuta anche la circolare n. 28/E/2015.La stessa illustra le principali modifiche riguardanti la modulistica e l’applicazione GERICO degli anni precedenti, modifiche ritenute necessarie al fine di semplificare le richieste dei dati per l’applicazione degli studi di settore.La più importante permette ai professionisti di effettuare l’integrazione dei ricavi per raggiungere il risultato stimato dal software direttamente all’interno dei dati contabili del modello degli studi di settore. Per quanto riguarda gli studi “revisionati” l’evoluzione ha interessato 68 studi: 28 studi relativi ad attività economiche del settore del commercio, 18 del settore delle manifatture, 16 del settore dei servizi e 6 relativi ad attività professionali.Gli stessi non si applicano, in fase di accertamento, nei confronti dei contribuenti che dichiarano compensi o ricavi di ammontare superiore a 5.164.569 euro.

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L'Agenzia delle Entrate ha reso disponibile la nuova versione definitiva del software Gerico 2015, necessaria per la verifica della congruità dei contribuenti soggetti agli studi di settore.

La nuova versione tiene conto dei correttivi “anticrisi” approvati con Decreto dei Ministri del15 maggio 2015 e interessa 204 studi di settore relativi al periodo d’imposta 2014.

I principali chiarimenti in ordine all'applicazione degli studi di settore per il periodo d'imposta 2014 sono stati dati dall’Agenzia delle Entrate proprio attraverso la circolare n. 28/E del 17 luglio 2015.

Il documento rende conto della evoluzione di ben 68 studi revisionati in base al provvedimento dell’Agenzia delle Entrate datato 21 febbraio 2015, della metodologia applicativa degli stessi, con particolare riferimento alle analisi discriminanti di coerenza, normalità economica, congruità e di determinazione del livello di confidenza.

L'Agenzia delle Entrate evidenzia alcune specifiche cause d'inapplicabilità degli studi, ai fini dell'accertamento, per i soggetti che dichiarano compensi e/o ricavi di ammontare superiore a 5.164.569 euro.

Tra i nuovi indicatori protagonisti dei moduli vi è anche il livello di reddito medio imponibile ai fini dell'applicazione dell'addizionale Irpef.

Per quanto concerne il livello delle retribuzioni, invece, è stato elaborato tenendo conto della incidenza del costo delle retribuzioni stesse.

Grazie a Gerico, imprese e lavoratori autonomi possono determinare la congruità dei loro ricavi/compensi per presentare la dichiarazione dei redditi 2015.

Ma quali sono in definitiva le principali novità?

In primis la possibilità per compagnie societarie e professionisti in particolare di effettuare l’integrazione dei ricavi per raggiungere il risultato stimato dal software direttamente all’interno dei dati contabili del modello degli studi di settore che porterà anche all’incremento del reddito dichiarato nell’apposito quadro.

Il contribuente inoltre non è più obbligato nel caso non non congruità fra lo studio di settore e il "quantum" da lui dichiarato a provvedere all’adeguamento del valore così come determinato dallo studio di settore.

Occorre ricordare infatti che i parametri e gli studi di settore rientrano in una procedura standardizzata di accertamento, che costituisce un sistema di presunzioni semplici.

Queste ultime acquistano i caratteri della gravità, della precisione, della concordanza non di per sé, ma solo in base all'esito del contraddittorio, che va attivato obbligatoriamente, a pena di nullità.

Principale compito degli uffici dell’Agenzia delle Entrate sarà innanzitutto verificare la fedeltà dei dati comunicati nei modelli degli studi di settore, ai fini dell’applicazione del regime premiale previsto per quanti risultano congrui, coerenti e normali.

L’ufficio dovrà anche verificare, sempre in contraddittorio con l’interessato, la possibilità che l’esito di non congruità derivi dall’indicazione dei costi capitalizzati nel quadro F, nel qual caso procederà alla riapplicazione dello studio, in modo da individuare la nuova stima dei ricavi.

La circolare inoltre ricorda che la comunicazione delle anomalie dei dati degli studi di settore viene effettuata utilizzando esclusivamente le funzionalità del “Cassetto fiscale”, attraverso la pubblicazione delle comunicazioni al suo interno, e del canale Entratel.

Tale iniziativa rientra in un percorso intrapreso dall'amministrazione statale che cerca di mettere il contribuente nella condizione di conoscere in anticipo quali sono i documenti in possesso del fisco e quali sono le eventuali anomalie riscontrate.

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