Legge di stabilità 2016, al vaglio del Pd: Ires, sgravi contributivi per i neoassunti , canone Rai e pensioni La legge di Stabilità–che varrà quest’anno quasi 27miliardi di euro-sarà un banco di prova decisivo per le priorità che Renzi deciderà di adottare. Fra le misure irrinunciabili vi sono il taglio dell’Ires e l'eliminazione del prelievo sulla prima casa, che insieme a Imu agricola e imbullonati costa 4,5 miliardi da restituire ai Comuni. Mentre i lavori sullo studio dei provvedimenti procedono a ritmo serrato procedono, il 'rebus' sulle risorse economiche per finanziare tali misure, però, stando agli addetti ai lavori, non sarebbe ancora del tutto risolto, e a 'ballare' sarebbero ancora alcuni miliardi (4-5 secondo i più pessimisti).Ma i problemi non finiscono qui perché il Governo deve sbrigarsi a risolvere alcuni questioni “spinose “come quella dei lavoratori esodati cioè di coloro che sono rimasti senza lavoro e senza pensione ed ancora sono fuori dai diversi interventi di salvaguardia e la riforma delle pensioni.

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Diverse sono le misure previste nella legge di Stabilità 2016:per le quali peraltro non sono ancora stati risolti i problemi legati alla copertura finanziaria.

Sempre più intensi sono gli incontri tra i tecnici di Palazzo Chigi e del ministero dell'Economia per far quadrare i conti entro il 15 ottobre, quando la manovra economica e finanziaria sarà portata in consiglio dei ministri.

L'elenco degli interventi in programma è lungo, i buoni propositi non mancano sebbene non si sa ancora se potranno essere realizzati dall'esecutivo che deve fare i conti con una finanziaria certamente condizionata da una revisione della spesa pubblica che ha fatto entrare risorse inferiori alle attese (5 miliardi sui 10 previsti).

Fra i provvedimenti più attesi vi sono anche la proroga di un anno delle decontribuzioni sulle nuove assunzioni, la cancellazione della Tasi sulla prima casa, dell’IMU agricola, un piano per gli investimenti al Sud e un piano contro la povertà.

Sono inoltre previste detrazioni fiscali non solo per le ristrutturazioni edilizie ma anche per l'acquisto di immobili di classe energetica A e B.

Per continuare a sostenere la crescita occupazionale registrata quest'anno si sta studiando di mantenere l'esonero contributivo per i nuovi assunti a tempo indeterminato ma dimezzando la soglia annua massima per la decontribuzione da 8.060 a circa 4.000 euro.

In legge di stabilità 2015, infatti, si prevedeva che la decontribuzione venisse usata per l'assunzione di circa un milione di persone, per una spesa di 1,8 miliardi solo per quest'anno.

Ma già nei primi sette mesi - secondo gli ultimi dati Inps - le assunzioni con l'esonero contributivo sono state quasi 787.000 ed è probabile che la previsione del Governo sia largamente superata.

Si sta quindi studiando qualche altra forma di ''decalage'' dello sgravio anche perchè andranno probabilmente coperte le risorse mancanti già quest'anno.

Altro intervento su cui punta molto il premier Renzi, è il taglio dell’Ires.

Le tasse per gli imprenditori dovrebbero scendere, nell'arco di due anni, di almeno sei punti e mezzo percentuali.

Oggi in Italia, tra Ires e Irap, le tasse che pagano gli imprenditori sugli utili sono il 31,4%, percentuale piuttosto alta.

La legge di Stabilità 2016 dovrebbe prevedere infatti una riduzione dell’aliquota Ires dal 27,5 al 20% a favore delle imprese localizzate al Sud.

Ciò potrebbe tuttavia determinare alcune complicazioni operative.

Tale misura, infatti potrebbe essere qualificata come aiuto di Stato e, come tale, essere incompatibile con la normativa UE.

Per scongiurare questo rischio, sono allo studio diverse soluzioni: tra le altre, anche la previsione di una ulteriore condizione cui subordinare la riduzione dell’aliquota IRES.

Per fruire del taglio, non sarebbe più sufficiente la sola localizzazione dell’impresa in una zona del Mezzogiorno, essendo invece necessaria anche l’esecuzione di investimenti.

Sul piatto il presidente del Consiglio offre anche la riduzione del canone Rai e annuncia di metterlo in bolletta per combattere così l'evasione fiscale.

Resta il nodo della riforma previdenziale, in particolare il capitolo pensione anticipata nel post-Fornero, è tra i più complessi della Legge di Stabilità 2016 tanto da non trovarne chiara indicazione nell'agenda di Governo: negli ultimi mesi, e giorni, si sono susseguite diverse ipotesi, compreso un radicale marcia indietro.

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