Chi resterà fuori dal bonus degli investimenti? Forse  i professionisti Renzi ha confermato che sono allo studio incentivi fiscali per le aziende che investiranno nell’ammodernamento degli impianti produttivi, ma solo per un anno. Tali incentivi fiscali confluiranno nella prossima Legge di Stabilità 2016. Il cosiddetto “bonus investimenti” però sarebbe limitato alle sole imprese escludendo i titolari di reddito di lavoro autonomo, i quali al contrario avvertono sempre di più la necessità di utilizzare la strumentazione informatica più aggiornata possibile rispetto ai tempi. Il beneficio sarà compreso nell’ambito di una “forchetta” variabile dal 10 al 40% del costo dell’investimento, a seconda delle risorse che il Governo riuscirà a reperire. Riguardo la tipologia di beni che attribuiscono il diritto alla maggiore deduzione dovrebbero essere compresi nell’elenco dei beni agevolabili anche le macchine e le attrezzature per ufficio e non necessariamente i macchinari destinati ad essere utilizzati per la sola produzione industriale.

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Il bonus sugli investimenti, attualmente allo studio del Governo sarà destinato a trovare spazio nel disegno di legge di Stabilità per il 2016

Il campo a cui potrebbe essere applicato il bonus pare piuttosto vasto anche se, secondo più di una fonte, il beneficio potrebbe arrivare a riguardare esclusivamente gli esercenti un’attività di impresa, lasciando così fuori professionisti e lavoratori autonomi.

Sotto questo profilo, se la soluzione dovesse essere confermata, non si comprendere per quale ragione il legislatore avrebbe limitato il bonus alle sole imprese escludendo i titolari di reddito di lavoro autonomo.

I professionisti avvertono sempre di più la necessità di utilizzare la strumentazione informatica più aggiornata possibile rispetto ai tempi, destinando un ammontare rilevante di risorse in tale senso. Sarebbe stato logico ed utile, probabilmente per la sola categoria di beni rappresentata dalle macchine per ufficio, riconoscere anche ai professionisti il beneficio fiscale.

Il meccanismo, diversamente da quelli connessi alle leggi più recenti quali, ad esempio, la Tremonti, si baserà sul calcolo dell’ammontare degli investimenti fatti nell’anno, assegnando il diritto a una deduzione “rinforzata” delle quote di ammortamento, non essendo quindi più rilevante l’ammontare degli investimenti effettuati nei cinque anni precedenti.

Il beneficio sarà compreso nell’ambito di una “forchetta” variabile dal 10 al 40% del costo dell’investimento, a seconda delle risorse che il Governo riuscirà a reperire.

Ad esempio se l’impresa dovesse effettuare un acquisto di beni ammortizzabili pari a 100, l’importo fiscalmente riconosciuto su cui calcolare gli ammortamenti varierà, a seconda della scelta finale, tra 110 e 140.

La deduzione del maggior costo (non sostenuto), avente valenza

ai soli fini fiscali, non potrà essere effettuata in un’unica soluzione, ma dovrebbe seguire il piano di ammortamento predisposto dagli amministratori.

Un altro aspetto da valutare sarà rappresentato dal periodo entro cui dovranno essere effettuati gli investimenti agevolabili.

La prima “finestra” dovrebbe interessare l’intero periodo di imposta 2016, ma non si può escludere completamente che il periodo “agevolabile” sia anche più esteso.

Uno dei punti in sospeso riguarda inoltre l’individuazione della tipologia di beni che attribuiscono il diritto alla maggiore deduzione.

Sotto questo profilo sembra che la scelta del Governo si vada indirizzando in senso ampio. Dovrebbero ad esempio essere compresi nell’elenco dei beni agevolabili anche le macchine e le attrezzature per ufficio e non necessariamente i macchinari destinati ad essere utilizzati per la sola produzione industriale.

La deduzione “rinforzata” non riguarda quindi gli investimenti in beni immobili e, specificamente, i capannoni industriali.

Non v’è dubbio che questi beni vengono utilizzati nel processo produttivo, ma probabilmente ragioni di gettito hanno indotto il legislatore a effettuare una scelta diversa.

La deduzione “rinforzata” non troverà diretta rappresentazione in bilancio.

Ai fini civilistici la quota ammortizzabile sarà costituita esclusivamente dal costo effettivamente sostenuto per l’investimento, come pure le quote di ammortamento iscritte nel conto economico. La maggiore deduzione dovrebbe trovare rappresentazione nel modello UNICO sotto la forma di un’apposita variazione in diminuzione del reddito imponibile (quadro RF, UNICO SC).

Il meccanismo, come già ricordato, dovrebbe essere molto più semplice rispetto alle precedenti leggi e la circostanza dovrebbe favorire il successo della misura.

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