Quali sono i presupposti per l’assoggettamento ad IRAP?La Corte di Cassazione ribadisce con sentenza del 9 ottobre 2015, n. 20359 il consolidato principio per cui l’assoggettamento all’ IRAP avviene solo qualora il requisito di un’organizzazione di beni e di persone è generativa di un valore aggiunto indipendente dall’apporto meramente personale, tenuto conto dei servizi dai medesimi fruiti e facenti capo alla cooperativa. Accoglie dunque il ricorso del professionista che si era visto per ben due volte rigettare le proprie istanze in primo e secondo grado, sulla scorta di una tesi interpretativa che i giudici di leggitimità hanno invece rifiutato. In tema di IRAP, presupposto per l'applicazione dell'imposta, secondo la previsione dell'art. 2 del d.lgs. 15 dicembre 1997, n. 446, è l'esercizio abituale di un'attività autonomamente organizzata diretta alla produzione o allo scambio di beni ovvero alla prestazione di servizi, che ricorre qualora il contribuente sia il responsabile dell'organizzazione ed impieghi beni strumentali.

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La massima della Corte di Cassazione: la Corte di Cassazione ribadisce con sentenza del 9 ottobre 2015, n. 20359 che in tema di IRAP, è soggetto passivo dell'imposta chi si avvalga, nell’esercizio dell’attività di lavoro autonomo, di una struttura organizzata in un complesso di fattori che per numero importanza e valore economico siano suscettibili di creare un valore aggiunto rispetto alla mera attività intellettuale supportata dagli strumenti indispensabili e di corredo al suo "know how".

In tema di IRAP, presupposto quindi per l'applicazione dell'imposta, secondo la previsione dell'art. 2 del d.lgs. 15 dicembre 1997, n. 446, è l'esercizio abituale di un'attività autonomamente organizzata diretta alla produzione o allo scambio di beni ovvero alla prestazione di servizi, che ricorre qualora il contribuente sia il responsabile dell'organizzazione ed impieghi beni strumentali, eccedenti per quantità o valore, il minimo generalmente ritenuto indispensabile per l'esercizio delta professione, oppure si avvalga in modo non occasionale di lavoro altrui.

Con la conseguenza che può essere escluso il presupposto di imposta quando il risultato economico trovi ragione esclusivamente nella autorganizzazione del professionista o, comunque, quando l'organizzazione da lui predisposta abbia incidenza marginale e non richieda necessità di coordinamento.

 

Il caso in esame: La Commissione Tributaria Regionale aveva respinto l’appello di un professionista proposto contro la sentenza della Commissione Tributaria Provinciale, che gli aveve dato torto.

Il ricorrente, non soddisfatto ha cosi proposto ricorso per cassazione.

A sostegno della propria difesa, deduce innanzitutto l'inesistenza di un'organizzazione autonoma e quindi l'erogazione di compensi a terzi, sottolineando il fatto che la CTP lo ha collocato fra i soggetti passivi dell’IRAP, senza avere riguardo alla concreta situazione di esso contribuente libero professionista.

Dichiara altresi’ di aver assolto all'onere della prova innanzitutto sulla inesistenza di un'organizzazione autonoma considerato che vi era in atti la prova documentale dell'assenza di dipendenti e collaboratori e che non poteva presumersi la sussistenza degli stessi dal solo valore complessivo delle spese sostenute.

 

Le motivazioni della Corte di Cassazione: Gli ermellini, nell’accogliere il ricorso del contribuente, hanno delineato più nello specifico quello che è il requisito “dell’autonoma organizzazione”, la quale non deve essere intesa in senso soggettivo, come auto-organizzazione creata e gestita dal professionista senza vincoli di subordinazione, ma in senso oggettivo, come esistenza di un apparato esterno alla persona del professionista e distinto da lui, risultante dall’aggregazione di beni strumentali e/o di lavoro altrui, requisito che nel caso di specie risulta mancante.

 

Infatti, tale requisito dell’autonoma organizzazione, il cui accertamento spetta al giudice di merito, deve ritenersi sussistente solo quando il contribuente:

a) sia, sotto qualsiasi forma, il responsabile dell’organizzazione e non sia, quindi, inserito in strutture organizzative riferibili ad altrui responsabilità ed interesse;

b) impieghi beni strumentali eccedenti, il minimo indispensabile per l’esercizio dell’attività in assenza dell’organizzazione, oppure si avvalga in modo non occasionale di lavoro altrui. L’assoggettamento all’ IRAP avviene solo qualora il requisito di un’organizzazione di beni e di persone è generativa di un valore aggiunto indipendente dall’apporto meramente personale, posto che vanno in ogni caso escluse dall'imposizione solo "le attività di collaborazione continuata e continuativa e di lavoro occasionale".

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