News sulla Legge di stabilità: dall’innalzamento dell’uso del contante al taglio dell’IresSi preannuncia una legge di Stabilità ricca: secondo le prime indicazioni che sono trapelate dal Consiglio dei Ministri che si è tenuto ieri 15 ottobre. Molte le modifiche apportate rispetto alle indiscrezioni trapelate dagli organi di stampa negli scorsi giorni. Gli interventi spazieranno dal fisco alla previdenza, dalle agevolazioni per le imprese alle norme sulla PA. Resta ferma la proposta di abolire IMU e TASi Sembra peraltro che sia stata accantonata l’ipotesi della fusione di IMU e TASI in un’unica imposta (c.d. local tax). Ma non c’è solo questo. Oltre all’innalzamento dell’uso del contante dagli attuali 999,99 euro a 3.000 euro, si dovrebbe intervenire anche sull’IRES. Quotidiani e periodici in versione digitale beneficeranno dell’abbattimento dell’Iva al 4%, equiparando così il trattamento fiscale tra giornali ed e-book. Scatta anche il piano povertà e ci sarà una nuova revisione del regime dei minimi.

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Nella seduta del 15 ottobre 2015, infatti, il Consiglio dei Ministri ha delineato le linee guida su cui si incentreranno gli interventi.

Ma se La legge di Stabilità inizia a prendere forma, sul fronte delle coperture ancora ci sono molti punti interrogativi.

I punti principali su cui tale Legge di Stabilità si concentra riguardano l’abolizione della TASI e IMU sull’abitazione principale benchè l’ipotesi della local tax sembra essere stata per ora accantonata. Tra le novità c’è l’innalzamento dell’uso del contante e la revisione del regime agevolato per i contribuenti minimi, nonché le disposizioni in materia Ires.

Per quanto riguarda il taglio dell’Ires infatti, lo stesso inizialmente prospettato per il 2016, potrebbe slittare al 2017 a meno che Bruxelles non conceda le ulteriori risorse chieste dal presidente del Consiglio.

Se dalla Ue arrivasse il via libera si dovrebbe intervenire sull’IRES abbattendo l’attuale aliquota del 27,5% di un punto percentuale per il 2016 (si passerebbe quindi al 26,5%) per poi completare l’opera nel 2017 con un ulteriore taglio di 2 punti percentuali (si arriverebbe, quindi, ad una aliquota del 24%).

Il costo di questa operazione si aggirerebbe intorno ai 4 miliardi di euro.

Nuovo dietrofront dal governo anche sul fronte delle pensioni.

Le ultime novità riguardanti la riforma pensioni hanno per oggetto la flessibilità part-time, Potranno avvalersi di quest'ultima i lavoratori a partire dai 63 anni e 7 mesi nel 2016.

Il lavoratore potrà optare per il lavoro part-time al 60-40 percento.

In questo caso specifico, il datore di lavoro verserà in busta paga i contributi netti che invece avrebbe versato all'Inps.

Una volta che il lavoratore andrà in pensione non subirà alcuna penalizzazione sul suo assegno previdenziale.

Un ulteriore novità viene dalla volontà di portare il canone Rai in bolletta, abbassandone l'importo a 100 euro nel 2016 e a 95 dal 2017.

Confermate, anche per il 2016 le agevolazioni fiscali sugli interventi in edilizia.

Il Governo ci riprova con la revisione del regime agevolato per i contribuenti minimi, elevando le attuali soglie di ricavi differenziate.

Il tetto sui ricavi per rientrare nel regime forfettario sale da 15 mila a 30 mila euro.

Viene estesa la possibilità di accesso al regime forfettario ai lavoratori dipendenti e pensionati che hanno anche un’attività in proprio a condizione che il loro reddito da lavoro dipendente o da pensione non superi i 30.000 euro.

Per le imprese, è previsto il super-ammortamento del 140% del valore fiscale dei macchinari acquistati nell’ultimo trimestre 2015 e nel corso del 2016.

Il bonus degli 80 euro ha cambiato veste: diventa uno sgravio che viene tolto dalla busta paga.

In questo modo c’è un alleggerimento della pressione fiscale.

Vengono dimezzati gli sgravi contributivi destinati alle assunzioni.

Per i contratti firmati nel 2016 la durata massima sarà di due anni con un taglio al 40% per la somma scaricabile, che scende quindi a 3.200 euro.

Dal 2017 la cosiddetta decontribuzione calerà ancora: durata massima un anno e tetto di circa 1.600 euro. Nel 2018 il meccanismo dovrebbe essere completamente azzerato.

Scatta anche il piano povertà: in tutto si tratta di quasi 3 miliardi in un triennio.

Le risorse disponibili sono 600 milioni nel 2016 e, poi, un miliardo di euro all’anno nel biennio successivo. Staremo  a vedere. (Per approfondimenti sul tema, leggere “Nuova Legge di Stabilità: innalzamento dell'uso dei contanti e taglio dell'Ires”).

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