Lo Jobs act dei lavoratori autonomi cosa prevede?Con la nuova Legge di Stabilità 2016 il Governo sta pensando di introdurre uno Jobs act anche per i lavoratori autonomi. Le principali novità sono incentrate in primis a disciplinare in modo più organico le condizioni lavorative dei lavoratori autonomi attraverso un nuovo statuto che conterrà un corpo di norme e di regole che favoriscono il lavoro autonomo e ne tutelano le specificità sotto il profilo contrattuale, assistenziale e fiscale. L’obiettivo è rendere il lavoro dei liberi professionisti più agile. Ci sarebbe poi la misura che riguarda il blocco definitivo dell’aumento dell’aliquota previdenziale per gli iscritti alla gestione separata Inps (oggi congelata al 27,72%) e l’impegno di ridurla al 24%, come per commercianti e artigiani. Altre novità riguardano le misure per la maternità e i congedi parentali, la deducibilità dei costi per formazione e aggiornamento, la sospensione degli obblighi Irpef e Inps per malattie gravi.

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Fra le novità che il Governo ha deciso di introdurre con una proposta di legge ad hoc nei confronti del liberi professionisti, (che dovrebbe esser inserita nella Legge di stabilità 2016), vi sono anche una serie di modifiche al regime dei contribuenti minimi elevando le attuali soglie di ricavi, peraltro già precedentemente modificate con la Legge di Stabilità del 2015.

Ricordiamo infatti che la Finanziaria del 2015 prevedeva l’applicazione di un’imposta sostitutiva elevata dal 5 % al 15 % introducendo condizioni molto più stringenti rispetto a quelle che c’erano state fino a qual momento.

Gli esercenti arti e professioni potevano applicare il regime forfetario se l’ammontare dei compensi non superava l’importo di 15.000 euro.

Il Governo almeno su questo punto fa marcia indietro cercando di riportare un po’ di ordine tra le diverse disposizioni che si sono succedute nel tempo e che contribuiscono a disorientare non poco le scelte che gli operatori  ed in primis i lavoratori autonomi devono effettuare all’inizio di ogni anno.

La legge di Stabilità 2016 dovrebbe disciplinare quindi la “sorte” dei liberi professionisti che hanno iniziato l’attività nel 2015 optando per il regime dei minimi.

Sembra quasi certo che questi liberi professionisti ritorneranno al “vecchio” regime fiscale agevolato, con soglia d’accesso per i nuovi minimi a 30mila euro (l’aliquota sostitutiva rimarrà al 15%. ) e aliquota bloccata al 5% per i primi 5 anni di attività senza limiti di età (sempre per redditi fino al tetto di 30 mila euro).

In questo caso, sarà comunque possibile anche con riferimento all’anno 2016 per coloro che hanno avviato un’attività nell’anno 2015, continuare a beneficiare del regime dei minimi precedente.

E’ previsto anche la creazione di uno statuto che riconosca le qualità proprie del lavoro autonomo, estendendo determinate garanzie e prevedendo regole specifiche.

E’ allo studio del Governo anche una misura che prevede un obbligo per le pubbliche amministrazioni di non creare nelle gare di appalto limiti alle partecipazione dei lavoratori autonomi riservando i bandi a concorrenti con determinate forme societarie.

Fra le altre misure anche la possibilità di sconti fiscali sulla formazione: che consisterebbe nel portare in deduzione dall’imponibile il 100 per cento delle spese per la formazione fino a un tetto annuo di 10 mila euro.

Oggi la percentuale era ferma al 50%.

Sul fronte della maternità è prevista l’eliminazione dell’obbligo di non lavorare per le lavoratrici autonome durante i cinque mesi di maternità obbligatoria e i tre della facoltativa.

Fra le novità occorre segnalare anche la decisione di bloccare l’incremento che ora è al 27,72 dell’aliquota previdenziale per gli iscritti alla gestione separata Inps.

In prospettiva nelle intenzioni del Governo l’obiettivo sarebbe portare la contribuzione al 24% come per artigiani e commercianti.

E’ stata concordata inoltre con l’Inail una modalità che consente l’assicurazione del lavoratore che opera da casa senza oneri maggiori per l’azienda.

Per gli autonomi con una patologia grave superiore ai 60 giorni si sta pensando di sospendere il pagamento dei contributi.

Dopo la guarigione il lavoratore autonomo potrà pagare i contributi “in sospeso” in un periodo triplo rispetto a quello della malattia.

(Per approfondimenti sul tema, leggere “Nuova Legge di Stabilità: innalzamento dell'uso dei contanti e taglio dell'Ires”)

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