Se il contribuente utilizza sporadicamente il garage deve pagare la TARES?La corte di Cassazione con la sentenza n. 33 del 2015 ha precisato che la tassa sui rifiuti (TARSU-TARES) grava su chiunque occupi o conduca i locali, a qualsiasi uso adibiti, esistenti nelle zone del territorio comunale, in cui i servizi sono istituiti, compresi i garage. La produzione di rifiuti è presunta per il solo fatto che il proprietario usa o possa usare quella struttura, quindi la mera occupazione comporta il pagamento della tassa. Non è importante se il locale si trovi in aree scoperte o meno e neanche l'uso a cui esso è stato effettivamente adibito perché la tassa è dovuta indipendentemente da tali circostanze. Il contribuente sarà tenuto a pagare la TARES anche qualora quindi usufruisca solo marginalmente del suddetto locale.

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La massima della Corte: La corte di cassazione con la sentenza n. 33 del 2015 ha precisato che la tassa sui rifiuti (TARSU-TARES) grava su chiunque occupi o conduca i locali, a qualsiasi uso adibiti, esistenti nelle zone del territorio comunale, in cui i servizi sono istituiti, compresi i garage.

Tale tassa è dovuta indipendentemente dal fatto che l'utente utilizzi il servizio, salva l’autorizzazione dell'ente impositore allo smaltimento dei rifiuti secondo altre modalità, purché il servizio sia istituito, e sussista la possibilità della utilizzazione.

Da ciò ne consegue che la tassa non è dovuta solo se il servizio sia stato esercitato dall'ente impositore in modo regolare, così da consentire al singolo utente di usufruirne pienamente.

 

Il caso riguarda un garage su cui non era mai stata pagata la TARES poiché il proprietario non ne aveva presentato la denunzia della detenzione del garage al Comune ai fini del pagamento della Tares.

Lo stesso adduce che l’uso che ne faceva era sporadico e del tutto marginale, dunque l'onere della prova in merito alla produzione di rifiuti urbani spetta esclusivamente al Comune.

Il proprietario deduce poi una falsa applicazione dell'art. 62 D.lgs. n. 507/93 che afferma: “La tassa è dovuta per l'occupazione o la detenzione di locali ed aree scoperte a qualsiasi uso adibiti”, dunque compresi i garage.

Il contribuente ritiene quindi che si debba applicare il II° comma dell'art. 62 D.lgs. n. 507/93 che afferma che “Non sono soggetti alla tassa i locali e le aree che non possono produrre rifiuti o per la loro natura o per il particolare uso cui sono stabilmente destinati o perché risultino in obiettive condizioni di non utilizzabilità nel corso dell'anno”, e il comma V° “Sono esclusi dalla tassa i locali e le aree scoperte per i quali non sussiste l'obbligo dell'ordinario conferimento dei rifiuti solidi urbani interni”.

La Corte di Cassazione però rigetta la tesi del contribuente.

Essa quindi ha riconosciuto come valida la base delle tesi proposte dal Comune: la produzione di rifiuti è presunta per il solo fatto che il proprietario usa o possa usare quella struttura, quindi la mera occupazione comporta il pagamento della tassa.

 

Le motivazioni della Corte di Cassazione: I giudici di legittimità ritengono che costituisce onere del contribuente provare la sussistenza delle condizioni per beneficiare dell’esenzione, atteso che, pur operando il principio secondo il quale è l'Amministrazione a dover fornire la prova della fonte dell’obbligazione tributaria.

A nulla, infine, rileva la circostanza per cui la presenza dell'uomo presso il garage era sporadica e l’uso ne era marginale.

Ai fini impositivi ciò che rileva è la situazione giuridica di occupazione o detenzione del bene immobile su territorio comunale.

Nel caso di specie la mera occupazione del garage comporta il pagamento della tassa sui rifiuti, a prescindere dalla effettiva produzione di rifiuti, che comunque erano presunti, considerato che il detentore inevitabilmente li determina per il solo fatto che usa o possa usare il bene immobile.

Ciò si verifica a maggior ragione quando il contribuente non abbia denunziato il possesso del garage. Né lo stesso aveva promosso il procedimento amministrativo necessario per escludere in ipotesi l'idoneità in concreto del garage alla produzione di rifiuti.

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