Ipoteca Equitalia: cosa  può rientrare nel limite dei 20mila Euro?La Corte di Cassazione, con sentenza n. 20055 del 7 ottobre 2015, sancisce che è legittima l'iscrizione di ipoteca da parte di Equitalia anche se la soglia degli 8 mila euro viene superata anche grazie a crediti previdenziali. In tema di iscrizione di ipoteca relativa a debiti tributari, per il raggiungimento della soglia minima di ottomila euro, bisogna riferirsi a tutti i crediti iscritti a ruolo compresi quelli previdenziali, anche se oggetto di contestazione da parte del contribuente. Accoglie quindi il ricorso presentato da Equitalia che aveva iscritto ipoteca su un immobile del contribuente in quanto l'ammontare dei crediti fiscali e previdenziali superava 8 mila euro. Per corroborare la propria soluzione il Collegio richiama in motivazione la sentenza n. 2190 del 2014.

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La massina della Corte di Cassazione: L’ipoteca iscritta da Equitalia è legittima solo se il debito complessivamente accumulato dal contribuente è superiore a 20mila euro.

La Cassazione ha recentemente chiarito che per la determinazione di tale soglia occorre guardare a tutti i crediti (anche se contestati dal contribuente) iscritti a ruolo a carico del contribuente e non soltanto a quelli di natura tributaria.

Com’è noto, l’iscrizione ipotecaria è ammessa solo se il credito vantato dall’Agente della riscossione supera un certo importo e ciò al fine di evitare l’attivazione di procedure di espropriazione immobiliare dai costi superiori rispetto alle somme astrattamente conseguibili.

Oggi l’art. 77, d.p.r. n. 602 del 1973 consente all’Agente della riscossione di iscrivere la garanzia ipotecaria a condizione che l’importo complessivo del credito per cui si procede non sia inferiore a 20.000 euro.

Ricordiamo che il Legislatore in precedenza aveva stabilito la soglia minima in 8.000 euro (d.l. n. 40 del 2010).

Tale soglia minima si poneva appunto quale limite al di sotto della quale Equitalia non poteva procedere al vincolo ipotecario sugli immobili dei debitori.

Restava il problema di verificare se tale divieto potesse o meno applicarsi in via retroattiva. Ebbene i giudici di legittimità, con la sentenza piuttosto autorevole ( sentenza n. 5571/2012) hanno stabilito che è applicabile retroattivamente alle ipoteche iscritte precedentemente all’entrata in vigore del DL 40/2012, il divieto di iscrivere ad ipoteca per i crediti vantati dal Fisco di importo inferiore a 8mila euro.

Il caso sotto la lente d’ingrandimento dei giudici della Corte di cassazione: Il giudizio trae origine dall’impugnazione di un avviso d’iscrizione ipotecaria emesso a seguito del mancato pagamento di cartelle esattoriali relative a tributi e crediti previdenziali( INps e Iail) per un importo complessivo di quasi 50.000 euro.

L’Equitalia, dopo il rigetto del ricorso in Commissione Tributaria Provinciale e Regionale, ricorre in cassazione, sostenendo che gli importi dei crediti Inps e Inail avrebbero dovuto essere presi in considerazione al fine di verificare il superamento della soglia necessaria per l’iscrizione ipotecaria.

La Corte di Cassazione accoglie il ricorso dell’Agente della riscossione e cassa con rinvio la pronuncia impugnata.

 

Le motivazione della Corte di Cassazione: i giudici di legittimità richiamano la sentenza n. 2190del 2014 che ha affermato la necessità di fare riferimento a tutti i crediti iscritti al ruolo, giacché il ruolo costituisce “titolo esecutivo” sulla base del quale il concessionario “può procedere ad esecuzione forzata” ovvero “può promuovere azioni cautelari conservative, nonché ogni altra azione prevista dalle norme ordinarie a tutela del creditore.

In realtà il precedente richiamato si riferiva ad fattispecie diversa rispetto a quella oggetto di esame nella sentenza in commento: infatti il contribuente aveva impugnato soltanto due delle tre cartelle esattoriali poste a fondamento della iscrizione ipotecaria.

Secondo il ricorrente, per effetto di tale scelta il debito residuo sarebbe sceso al di sotto del limite de quo.

Secondo la Corte di Cassazione invece l’Agente della riscossione aveva legittimamente iscritto l’ipoteca, non rilevando la contestazione del credito in mancanza di un provvedimento di sospensione amministrativa o giudiziale degli effetti delle cartelle impugnate.

La Corte Suprema di Cassazione, quindi ribadisce che per il raggiungimento del limite si deve far riferimento a tutti i crediti iscritti a ruolo, compresi quelli di natura previdenziale.

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