Bonus premio di produttività: cos’è? a chi si applica?La Legge di Stabilità 2016 prevede l’introduzione di un premio di produttività e di un’agevolazione che dovrebbe essere estesa anche a buona parte degli impiegati e quadri. Ricordiamo che la stessa fu introdotta nel 2008 in via sperimentale con l’intento di favorire la produttività dell’azienda. L’obiettivo del Governo è la creazione dei presupposti, attraverso gli incentivi fiscali, per lo sviluppo della contrattazione e del welfare aziendale legati al raggiungimento degli obiettivi di crescita e della produttività aziendale. il premio di redditività si applicherà però a quei quadri e a quei dipendenti con una fascia di reddito massimo di 50.000 euro ed un importo massimo di incentivo fiscale pari a 2.000 euro (elevato a 2.500 euro per le aziende che coinvolgono i lavoratori nell’organizzazione del lavoro).

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Dopo avervi parlati nell’articolo precedente intitolato “Chi resterà fuori dal bonus degli investimenti? Forse i professionisti!”, dei bonus riservati alle imprese oggi vi illustriamo le ultime novità sui premi di produttività introdotti con la Legge di Stabilità 2016.

La manovra non si limita infatti a introdurre la tassazione agevolata al 10% per i premi di produttività, con tetto fissato a 2.000 euro lordi (che diventano 2.500 per le aziende «che coinvolgono pariteticamente i lavoratori nell' organizzazione del lavoro»).

La legge punta anche a favorire, con una forte defiscalizzazione, lo sviluppo del welfare aziendale per i dipendenti e i loro familiari.

 

A chi si applica il premio di produttività e l’agevolazione legata allo stesso?

Il premio di produttività e l’agevolazione si applica per il settore privato e con riferimento ai titolari di reddito da lavoro dipendente con una fascia di reddito lordo annuo fino a 50 mila euro.

Pertanto, vi rientrano anche gli impiegati con funzioni di responsabilità e i quadri.

I criteri di misurazione degli incrementi di produttività, redditività, qualità, efficienza ed innovazione nonché le modalità attuative della nuova disposizione, compresi gli strumenti e le modalità di partecipazione all’organizzazione del lavoro saranno stabiliti con un decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali.

 

Qual è l’importo del premio di produttività cui applicare la detassazione?

L’importo dei premi il limite è stato fissato a 2.500 euro (2.000 euro lordi per le aziende in cui i lavoratori non sono coinvolti pariteticamente nell’organizzazione del lavoro).

Lo stesso limite e la stessa aliquota agevolata sono previsti per gli utili distribuiti dalle aziende ai dipendenti.

La Legge di Stabilità 2016 prevede che i premi produttività, fino al limite massimo previsto, non concorrono alla formazione del reddito complessivo del lavoratore o del suo nucleo familiare ai fini della determinazione della situazione economica equivalente (ISEE).

 

Quale aliquota agevolata si applica sul premio di produttività?

I premi di risultato di ammontare variabile la cui corresponsione sia legata ad incrementi di produttività, redditività, qualità, efficienza ed innovazione, misurabili e verificabili, nonché le somme erogate sotto forma di partecipazione agli utili dell’impresa, sono soggetti a una imposta sostitutiva dell'imposta sul reddito delle persone fisiche e delle addizionali regionali e comunali pari al 10%, entro il limite di importo complessivo di 2.000 euro o 2.500 euro lordi.

 

Cosa non è soggetto a tassazione ?

Le somme e i valori dei c.d. “fringe benefits" e quelli di importo non superiore a 258 euro  non concorrono, nel rispetto dei limiti ivi indicati, a formare il reddito di lavoro dipendente, anche nell’eventualità in cui gli stessi siano fruiti, per scelta del lavoratore, in sostituzione, in tutto o in parte, delle somme detassate.

 

Quali sono le forme di welfare aziendale alternative?

Le forme di welfare alternative del premio di produttività consistono in forme di partecipazione, aziende-lavoratori o prestazioni di welfare messe in atto dalle aziende purché contrattati sindacalmente in azienda e collegati a reali incrementi di produttività.

 

Esse consistono in: 

• I voucher aziendali: da spendere per servizi per la famiglia, sostegno per l’istruzione, servizi ricreativi, nidi e trasporti per i figli, con la novità assoluta delle agevolazioni fiscali sulle prestazioni per la non autosufficienza degli anziani e che non concorreranno più, per un importo fino a 2.500 euro, alla formazione del reddito del dipendente.

• Distribuzione degli utili o il profit sharing: a cui si applica sempre l’aliquota secca al 10%.

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