Equitalia: in quali casi non può cancellarsi l'ipoteca o il fermo?Il D.Lgs. n. 159/2015, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 233/2015, in vigore dal 22 ottobre 2015, ha effettuato una riforma della riscossione delle somme iscritte a ruolo, andando a modificare, l'istituto in oggetto, prevedendo, tra l'altro, che la decadenza dalla rateazione si verifica a seguito del mancato pagamento di cinque rate anche non consecutive, e non più otto, e che la presentazione della domanda inibisca l'avvio di nuove azioni esecutive, nonché il fermo delle auto e l'ipoteca esattoriale, ma non consente di rimuovere quelle già presenti. In poche parole le misure cautelari come fermo auto e ipoteca sulla casa, eventualmente già iscritte sui beni del debitore, non vengono più cancellate. Più nello specifico possono esserlo solo dopo il contribuente abbia adempiuto spontaneamente al pagamento di tutte le rate.

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Abbiamo già visto nell’articolo precedente "Rateazione Equitalia e sanatoria: le "nuove" regole 2015-2016 cosa prevedono?"  alcune misure introdotte con il D.Lgs. n. 159 del 24.09.2015 (con cui sono state inserite nel nostro ordinamento numerose disposizioni in materia di razionalizzazione della riscossione), come la possibilità di chiedere la rateizzazione fino a 72 rate.

Oggi ci occupiamo di un'altra novità introdotta dal D.Lgs. n. 159 del 2015 che riguarda i contribuenti che chiederanno a Equitalia la dilazione del pagamento delle cartelle esattoriali, i quali  potrebbero essere penalizzati ulteriormente se  è stata iscritta sui loro beni un fermo o un ipoteca.

Finora, l’accoglimento dell’istanza di dilazione delle cartelle esattoriali, presentata dal contribuente ed accettata da Equitalia, comportava che, eventuali fermi o ipoteche, iscritti prima dell’istanza stessa, venissero cancellati già al pagamento della prima rata.

Questo consentiva al contribuente di poter tornare a utilizzare il proprio mezzo o a liberare l’immobile dal peso che ne riduceva il valore di mercato.

Ricordiamo in particolare che l’iscrizione del fermo nei pubblici registri comporta sia il divieto di circolazione del veicolo e sia inopponibilità, nei confronti dell’agente della riscossione, degli atti dispositivi del bene.

In pratica, in un primo momento il contribuente riceve la comunicazione di preavviso di fermo amministrativo.

Con questo atto l’interessato è invitato a mettersi in regola nei successivi 30 giorni e informato che, in caso di mancato pagamento, si procederà all’iscrizione del fermo amministrativo sul veicolo corrispondente alla targa indicata.

Da oggi il contribuente, che ha già pendente sulle spalle un fermo o un ipoteca, deve prima pagare tutto il debito fino all’ultima rata, e poi una volta che s’è stata la totale estinzione dello stesso potrà riprendere a circolare con la sua automobile o vendere la casa.

L’ammissione alla rateazione non cancella eventuali fermi auto o ipoteche già iscritte da Equitalia. Viceversa, se al momento della richiesta di rateazione del debito Equitalia non ha ancora iscritto il fermo auto, con l’accettazione dell’istanza da parte dell’ufficio la misura cautelare non potrà più essere posta per tutta la durata della dilazione.

Una soluzione per evitare, a monte, il fermo auto al debitore è quella o di eccepire l’illegittimità del fermo o di opporsi all’iscrizione del fermo auto, sin dalla notifica del preavviso, qualora riesca a dimostrare che il mezzo è necessario e strumentale all’attività di impresa o della professione ad esempio nel caso in cui: il cui posto di lavoro è lontano da casa e non facilmente raggiungibile attraverso l’uso di mezzi pubblici.

 

La dimostrazione, in particolare, dovrà avvenire non solo con l’esibizione dei libri contabili, ma anche mediante l’indicazione delle effettive esigenze operative che il bene soddisfa.

Nel caso del fermo dell'auto il lavoratore deve dimostare di esser costretto a servirsi dell’automobile.

A tal fine il contribuente potrà recarsi presso lo sportello di Equitalia e presentare apposita istanza. In caso di rigetto, ci si può sempre rivolgere al giudice.

Un'altra soluzione forse più pratica è quella di cointestare il mezzo a un’altra persona.

Qualora il veicolo sia cointestato a due soggetti, di cui solo uno è debitore nei confronti dello Stato o di un ente pubblico, il provvedimento di fermo andrebbe a colpire anche l’altro comproprietario, che non è debitore.

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