Antitrust sentenzia: Uber ha bisogno di una regolamentazioneL’Antitrust nell’ambito di una interrogazione da parte del Ministero dell’Interno su Uber ha auspicato una regolamentazione del servizio. Il garante, come emerge dal testo, è consapevole che poiché questi servizi presenti sul mercato creano una certa interferenza con quelli tradizionali, con la conseguenza che si  assiste anche al crescente ricorso ai tribunali nazionali per decidere sui ricorsi di chi denuncia forme di concorrenza sleale, c' è  bisogno di un intervento del Parlamento che regolamenti una volta per tutte la materia. Individuando nelle regioni gli ambiti territoriali di riferimento per tutti i servizi di trasporto di passeggeri non di linea, prevedendo la possibilità di praticare sconti e cumulare licenze, eliminando, per il servizio di noleggio con conducente, l’obbligo di dover rientrare in rimessa dopo ogni singolo servizio e previsione.

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L’Autorità Antistrust auspica l’adozione di una regolamentazione minima su Uber che nonostante le difficoltà iniziali, con proteste e scioperi dei taxi in quasi tutte le città, continua la sua espansione in Italia.

Sono ormai 4 le città in cui è possibile utilizzare il servizio di autista con richiesta tramite app.

L’adozione di una regolamentazione minima viene auspicata al fine di “definire un “terzo genere” di fornitori di servizi di mobilità non di linea, in aggiunta ai taxi ed agli Ncc, ovvero piattaforme on line che connettono i passeggeri con autisti non professionisti.

L’Antitrust inoltre ritiene infatti che ai servizi tradizionali forniti da Uber – Black e Van – non possano applicarsi le vecchie norme, tuttora in vigore, nate per governare il trasporto con conducente.

Serve, dunque che il Parlamento intervenga “con la massima sollecitudine al fine di regolamentare queste nuove forme di trasporto non di linea, in modo da consentire un ampliamento delle modalità di offerta del servizio a vantaggio del consumatore”.

Anche Massimiliano Dona, segretario dell’Unione Nazionale Consumatori, auspica che il Parlamento intervenga inserendo una norma ad hoc nel ddl concorrenza, ora in discussione al Senato.

Dopo le proteste contro queste nuove app UberBlack e Uber Van, da più parti infatti arrivano auspici di una maggiore chiarezza posto che anche l’adozione di strumenti tecnologici simili da parte delle compagnie di radio-taxi sta provocando non solo in Italia complesse questioni d’interferenza con i servizi tradizionali.

Le differenze fra UberBlack e Uber Van, consistono principalmente nel tipo di autista, nell'auto e nel costo.

Mentre Uber Black si avvale di autisti professionisti con berlina nerae ha per questo un costo superiore, Uber Van che si avvale di i mini-bus o monovolume da cinque posti in su.

A Roma sono per ora sono disponibili soltanto i servizi con autista UberBlack e UberVan.

La tariffa base è di 2€, con un costo di 0,25€ al minuto e 1,40€ al chilometro; il minimo per una corsa è di 8€.

Per l'aeroporto di Fiumicino è prevista una tariffa fissa di 50€ (60€ con Van).

Uber Pop è invece un servizio di ride sharing più economico che utilizza l'auto messa a disposizione da un privato: chiunque sia in possesso dei requisiti minimi può diventare autista Uber Pop e farsi pagare dagli utenti i costi sostenuti.

L’Antitrust ha comunque sostenuto che Uber rappresenta una novità per in nostro Paese.

Il parere espresso e comunicato al Ministero dell’Interno è quindi ampiamente positivo.

Fra gli aspetti positivi vi sarebbero infatti la maggiore facilità di fruizione del servizio di mobilità, una migliore copertura di una domanda spesso insoddisfatta, una conseguente riduzione dei costi per l’utenza, e nella misura in cui disincentiva l’uso del mezzo privato, un decongestionamento del traffico urbano con un miglioramento delle condizioni di offerta del servizio di trasporto pubblico di linea e di circolazione del traffico privato.

Ricordiamo  che Uber è presente ormai in più di 53 Paesi e oltre 250 città in tutto il mondo, l'app è diventata ormai inarrestabile e si sta affermando come alternativa all'auto, ai taxi o ai mezzi pubblici, sia per chi vive in una delle città Uber che per chi si trova in viaggio.

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