Aumento Tari 2016..quanto ci costerà di più?La Tari, la tassa sui rifiuti che ha sostituito la Tares, quest’anno costerà ai contribuenti fino a 10 miliardi di euro, di cui 4 a carico delle imprese. L'aumento - di circa il 20% sullo scorso anno e di oltre il 100% dal 2008 - è dovuto al susseguirsi di nuove tasse e poi di ritocchi verso l'alto della tariffa da parte dei comuni in tutta Italia. La 'sorella' Tari, con 321 euro medi annui, è più pesante della tassa sui servizi indivisibili (Tasi) di prossima estinzione, che costa 14 euro di meno Particolarmente tartassate le imprese della somministrazione e del turismo. Ma cio che preoccupa di più le associazioni di categoria è che dall’anno prossimo le cose potrebbero non andare meglio, posto che quest’anno finirà il regime transitorio e i comuni l’anno prossimo dovranno recuperare tutti i costi arretrati della Tari.

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Nelle grandi città, tra il 2012 ed il 2015 la Tassa sui rifiuti nelle grandi città è aumentata mediamente del 24,1% (62 euro in più).

Nella rielaborazione della Uil - Servizio Politiche territoriali, si vede che tra le undici maggiori città, sei hanno sperimentato aumenti della tassa sui rifiuti tra 2014 e 2015, mentre quattro hanno visto diminuzioni e una è rimasta stabile.

Nello specifico, ,tra il 2012 e il 2015 a Cagliari l'aumento medio è stato dell'85,3%; a Genova del 54,2%; a Palermo del 37,5%; a Milano del 31%; a Firenze del 30,6%; a Bari del 22,5%; a Torino del 21,9%. Più contenuti gli aumenti a Napoli (più 1,8%); a Roma (2,3%); a Venezia (2,9%); a Bologna (5,2%).

I cittadini più spremuti sono quelli di Bologna, Firenze, Genova, Milano, Torino e Venezia.

Per Confcommercio si tratta di «incrementi molto rilevanti e ingiustificati che derivano essenzialmente dall'adozione di criteri presuntivi e potenziali e non dalla reale quantità di rifiuti prodotta».

Confcommercio segnala inoltre che «è una pesante penalizzazione per il sistema delle imprese della distribuzione e dei servizi di mercato che impone la necessità di rivedere al più presto la struttura dell'attuale sistema di prelievo sulla base del principio "chi inquina paga" e ridefinire con maggiore puntualità coefficienti e voci di costo distinguendo, in particolare, tra utenze domestiche e non domestiche e tenendo conto anche degli aspetti riguardanti la stagionalità delle attività economiche».

Quello che preoccupa di più però è il fatto che se la legge di Stabilità 2016 farà scomparire la Tasi e l’IMU sulla prima cosa, nulla ha previsto sull'imposta sui rifiuti o Tari?

La Legge istitutiva del tributo limitatamente al biennio 2014-2015, aveva stabilito un regime transitorio facilitato.

Vi era così la possibilità in riferimento alle utenze domestiche, di non valutare il numero dei componenti familiari, rendendo di fatto la Tari molto affine alla cosiddetta Tarsu.

Inoltre potevano esser modificare i valori minimi e massimi dei coefficienti di produzione dei rifiuti. Adesso che le eccezioni del periodo transitorio sono scadute, la conseguenza immediata sarà l’aumento delle tariffe della Tari.

Nelle modalità di definizione delle tariffe i Comuni, potranno tenere conto dell’incidenza del numero dei membri che compongono il nucleo familiari.

Gli stessi inoltre dovranno inevitabilmente portare i valori entro i minimi e i massimi originariamente stabiliti dalla legge del 1999, a meno che non intervengano condizioni eccezionali riferibili alle peculiari contingenze locali che ammettono la possibilità di derogare tali limiti. 

Ma non c’è solo questo perché i Comuni saranno costretti a portare “a pareggio” il bilancio dell’area riguardante i rifiuti, posto che il conto della Tari deve coprire tutte le “componenti di costo fisse”, tra cui anche l’imposta non riscossa negli anni passati.

Con il risultato che tutte le amministrazioni locali dovranno quindi spalmare le quote di Tari che sono state evase da coloro che non hanno pagato su tutti i contribuenti.

Questo comporterà per i cittadini che sono stati onesti nei pagamenti di dover versare, dal prossimo anno, la tassa per ben due volte: la prima volta per il consumo personale, la seconda per coprire i deficit delle casse comunali causati dall’evasione dei morosi.

Una bella sorpresa dunque per gli italiani che dall'anno prossimo si troveranno a paghare più Tasse sui rifiuti.

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