Il M5stelle lancia il whistleblowing: cosè e’?Qualche giorno fa alla Camera è stata messa sul tavolo una proposta di legge che invita i dipendenti pubblici a fare la spia sulle violazioni dei dirigenti che mettono in pratica reati tributari e penali. Gli ideatori sono alcuni deputati del Movimento 5 Stelle e del Pd. I punti principali del disegno di legge sono l’anonimato e bonus in denaro che saranno definiti in "sede contrattuale" con l'Agenzia delle entrate. L'Agenzia delle Entrate, avrà a disposizione un'arma in più per inseguire coloro che sono sospettati di evasione oppure di elusione. L’obiettivo dell’iniziativa è il recepimento delle convenzioni Onu e del Consiglio d'Europa sulla lotta alla corruzione.Vediamo dunque di cosa si tratta più nello specifico.

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Alla Camera è arrivata la proposta di legge voluta da Partito democratico e Movimento Cinquestelle che premia la delazione su reati di corruzione, ma anche su illeciti e reati fiscali.

Tale iniziativa porta il nome di whistleblowing, cioè quel soffiare nel fischietto che avviene quando si deve segnalare un pericolo.

La prima firmataria Francesca Businarolo del Movimento Cinquestelle.

Il sottosegretario all'Economia, Enrico Zanetti, ha dichiarato esprimendosi favorevolmente alla proposta che ha dichiarato che «le tasse vanno pagate con serenità ma non si può pretendere che chi paga sia addirittura felice di farlo».

Con una Stabilità che ogni giorno viene demolita nei suo contenuti (ieri l'Ufficio parlamentare di bilancio ha agitato lo spettro della procedura di infrazione Ue), forse bisognerebbe ripensare l'eccessivo ricorso alle spesa in deficit.

L’obiettivo dell’iniziativa è il recepimento delle convenzioni Onu e del Consiglio d'Europa sulla lotta alla corruzione e la necessità di acquisire notizie di crimini perpetrati nel settore pubblico e in quello privato.

Alcuni deputati fra cui per prima i Pentastellati sono stati indotti a partorire un sistema a premi.

C’è chi pensa che tale misura però incentiva anche la delazione su reati e illeciti fiscali anche perché tali premi saranno definiti in "sede contrattuale" con l'Agenzia delle entrate.

E pensare che nella prima proposta dei grillini, i premi da riconoscere dovevano equivalere a valori tra il 15% e 30% rispetto al danno erariale riconosciuto dalla Corte dei conti.

Si è dunque immaginato un sistema a premi che aumentano in rapporto a quante più notizie possibili lo Stato riceve sui crimini che si consumano a danno dell'erario.

In questo modo il legislatore spera di incentivare per esempio il funzionario a spifferare eventuali illeciti del proprio dirigente ed evitare che scattino sul delatore "vendette" sul posto di lavoro.

Tale idea prevede sulla falsa riga di quel che già succede per i pentiti di mafia, la garanzia dell'anonimato del segnalante fino all'avvio di un'eventuale fase dibattimentale e, soprattutto, si evita che possa subire ritorsioni sul posto di lavoro.

In secondo luogo, viene fissato una sorta di meccanismo a premi. Tale proposta di legge al vaglio della commissione Giustizia ha un'altra particolarità: non è prevista la punibilità per il «segnalatore» salvo i casi in cui sia dimostrato che la calunnia ha origine dolosa, oltre alla tutela dell'anonimato.

Si vuole dunque garantire che chi ritiene che vi si sia stata la commissione di un reato, ha il dovere civico di segnalarlo alla Procura o all'Agenzia delle Entrate.

Le stime governative sull'entità dell'evasione fiscale si aggirano sui 150 miliardi annui.

Il problema è che, oltre a strumenti di controllo da vero e proprio Grande Fratello, ora l'agenzia delle Entrate può disporre anche dei delatori anonimi.

La legge, oltre a recepire accordi internazionali, è pensata per fornire ulteriori strumenti all'Autorità anti corruzione guidata da Raffaele Cantone, ma anche il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan ne conseguirà qualche vantaggio , posto che sarà più facile la battaglia verso qui funzionari e dirigenti furbetti che pongono in atto reati fiscali ed amministrativi in spregio delle regole del buon andamento e dell’efficienza dell’azione amministrative.

Chissà sa tale disegno di legge una volta entrato in vigore riduca il malaffare e la corruzione.

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