INPS: Quant’è la pensione di un italiano? Il bilancio sociale 2014 presentato da Tito Boeri mostra la difficile situazione in cui si trovano molti pensionati. Quasi un pensionato su due, il 42,5%, pari a circa 6,5 milioni di individui, percepisce un reddito pensionistico medio inferiore a mille euro mensili. Tra questi, il 12,1% non arriva a 500 euro al mese. E le sorprese non finisco qui perché l’Inps ha comunque il bilancio ancora in rosso. Il saldo tra entrate ed uscite evidenzia un disavanzo complessivo di 7 miliardi, benchè nel 2014 abbia erogato 20.920.255 pensioni, tra cui 17.188.629 pensioni previdenziali, ossia invalidità, vecchiaia e superstiti, per circa 243,514 miliardi di euro e 3.731.626 pensioni assistenziali. Il reddito medio più basso è dei pensionati residenti al Sud: 1.151 euro; al Nord si sale a 1.396 euro, mentre al Centro si arriva a 1.418 euro. Il Presidente Boeri dal canto suo poi invoca una riforma delle pensioni strutturale e che assicuri flessibilità.

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 Blocco statali: stanziati solo 200milioni dal  Governo Tutto cominciò a giugno quando la Corte Costituzionale con la sentenza n. 30 del 2015 aveva dichiarato illegittimo il blocco degli stipendi disciplinato dal Decreto legge numero 78 del 2010. A questa segui la pronuncia del Tribunale di Roma che ancora una volta ribadi’ di avviare le trattative con i sindacati e l’ARAN per i rinnovi, dei contratti pubblici fermi ormai da 6 anni. Il Governo oggi sembra aver trovato la soluzione che consiste nello stanziamento di 200 milioni di euro per il rinnovo contrattuale previsto nella Manovra di bilancio. Il rinnovo del contratto dei lavoratori del pubblico impiego varato nella Legge di Stabilità 2016 dal Governo Renzi produrrà un aumento di stipendio di appena 6 euro netti. Polemiche immediate da parte dei sindacati che si dichiarano pronti ad utilizzare tutte le armi a loro disposizione per rimediare a questa presa in giro.

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Pensioni supplementari: cosa sono? quali i requisiti di accesso?L'articolo 5, comma 1, della legge 1338/1962 consente al titolare di un trattamento pensionistico sostitutivo dell'assicurazione generale obbligatoria per i.v.s., di chiedere la liquidazione di una pensione supplementare relativamente a contributi ulteriori eventualmente maturati presso l'assicurazione generale obbligatoria, quando questi siano da soli non sufficienti per il diritto a una pensione autonoma. Il lavoratore quindi iscritto all’AGO che abbia conseguito il diritto alla pensione a carico di una forma di previdenza obbligatoria per i lavoratori dipendenti sostitutiva dell’assicurazione predetta, o che ne comporti l’esclusione o l’esonero, ha diritto, a domanda, alla pensione supplementare a condizione che abbia compiuto l’età pensionabile di vecchiaia e non possieda i requisiti di assicurazione e contribuzione per la liquidazione di una pensione di vecchiaia autonoma presso il Fondo nel quale sono accreditati gli ulteriori contributi. La facoltà di richiedere una pensione supplementare spetta quindi solo ai titolari di pensioni erogate da gestioni esclusive sostitutive dell’AGO.

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Quali sono oggi i tempi massimi per l'impugnativa di un licenziamento? Storia e recenti chiarimenti della Corte di CassazioneLe procedure per presentare il ricorso ad un licenziamento hanno subito nel corso di questi 5 anni varie modifiche per via del Collegato Lavoro e della legge Fornero. La nuova legge 92 /2012 (legge Fornero) sul lavoro introduce quello che viene chiamato "processo breve", applicato a tutti i casi successivi al 18 luglio 2012. La prima fase di questo iter prende il nome di "stragiudiziale": il lavoratore ha l’onere entro 60 giorni dall'avviso di cessazione della collaborazione lavorativa, di impugnare il licenziamento per iscritto. Una volta informato il datore di lavoro, qualora egli voglia proporre ricorso, rivolgendosi al giudice (inizia cosi la fase giudiziale) lo deve fare entro e non oltre i 180 giorni dalla comunicazione stragiudiziale che ha inviato al datore di lavoro. Per dare il via all'azione, è sufficiente deporre il ricorso presso il tribunale di competenza del proprio territorio di residenza.

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Se il lavoratore viene licenziato dovrà sbrigarsi ora ad agire in giudizio Tempi duri per i lavoratori licenziati. La Corte di cassazione con sentenza n. 20068 del 7 ottobre 2015, ha precisato il lavoratore licenziato può impugnare il un proprio licenziamento illegittimo, entro e non oltre il termine di 60 gg dalla relativa comunicazione (articolo 1, legge 92/2012, cd. Legge Fornero). Successivamente, qualora lo stesso volesse proporre l’eventuale azione giudiziale – a norma della legge Fornero – la stessa dovrà essere intrapresa entro e non oltre il termine di 180 giorni dall'invio della sopracitata comunicazione al datore di lavoro. Si complicano le cose per tutti quei lavoratori che si vedono messi alla porta, dopo il ricevimento della comunicazione ufficiale in forma scritta. Gli stessi infatti non solo devono proporre entro i due mesi l’atto di impugnativa del licenziamento, ma altresi’ devono sbrigarsi a proporre ricorso entro gli 180 g dalla data dalla spedizione dell’impugnativa stragiudiziale.

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 Conviene oggi avviare un  attività di e-commerce?Molti di voi si saranno chiesti se convenga o meno aprire un attività di e-commerce. A questa domanda non si può non rispondere in modo positivo. Molti sono i vantaggi dell’e-commerce. Incominciamo dai costi di gestione tipici di un negozio fisico che non esistono, come ad esempio il pagamento dell’affitto, di luce, acqua e quant’altro. Ma non solo. Un sito e-commerce può essere considerato come un canale di vendita senza i limiti locali imposti da un magazzino fisico. Può essere quindi una soluzione complementare di vendita per aziende già attive con un negozio reale, ma può anche essere adottata come una soluzione unica per vendere esclusivamente online. L’e-commerce permette di rivolgersi a un mercato incredibilmente vasto, potenzialmente senza confini geografici, senza scordarsi che il servizio può esser svolto 24h su 24h.

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