Parte 1 )Mutuo casa:  a tasso fisso o variabile?Quando si vuole aprire un mutuo si viene posti di fronte alla scelta del tasso di interesse ovvero alla percentuale che bisogna pagare ogni anno alla banca per il servizio che offre anticipando i soldi.  La principale scelta resta comunque quella  fra il tasso fisso e il tasso variabile. Il tasso fisso potrebbe assicurare una maggiore stabilità. Il tasso fisso infatti è più alto ma dà la certezza di non cambiare mai l’importo delle rate. Il tasso fisso all'inizio costa di più perché il cliente paga un tasso di interesse alla banca più il costo in percentuale dell’assicurazione che la banca stipula per proteggersi, ma ha il vantaggio di avere sempre lo stesso tasso e sempre la stessa rata. Il tasso variabile all'inizio costa di meno perché si paga di volta in volta solo un tasso di interesse (senza il costo dell’assicurazione di cui sopra), che però può variare nel tempo.

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Questo articolo fa parte della Serie “Guida ai Mutui”:

• “Mutuo casa: a tasso fisso o variabile?

• “Surroga, Rinegoziazione e Sostituzione di un Mutuo! Cosa sono e consigli!

• “Mutuo prima casa: come accedervi?

 

Un ulteriore delucidazione sul tema dei mutui, di cui nell’articolo precedente titolato “Migliori Mutui Ottobre 2015: consigli, regole e tassi più bassi” abbiamo visto quali sono le principali regole da seguire nella scelta dei mutui, riguarda oggi le differenze fra i mutui a tasso fisso e variabile.

Nella stipula di un mutuo il tasso fisso o variabile dipende da molti fattori.

Premesso che oggi i tassi di interesse sui mutui sono diminuiti drasticamente anche nel secondo trimestre del 2015 per effetto del Quantitative Easing (tassi variabili scendono del 30% e tassi fissi del 47% rispetto al 2014) che differenza c’è tra tasso variabile e tasso fisso?

 

• ll tasso fisso viene stabilito all'inizio del mutuo e comporta una rata più alta di quello variabile. È opportuno scegliere il tasso fisso in un momento i cui i tassi di interesse siano particolarmente bassi, per assicurarsi un mutuo con una rata facile da affrontare e che non subisca aumenti nel corso degli anni (spesso decenni) di durata del rimborso.

Di norma viene calcolato prendendo come base l’Euribor a 3 mesi, o 6 mesi o il Bce, a cui viene aggiunto uno spread (sempre il guadagno per la banca) ben superiore però a quello applicato nei mutui a tasso variabile.

Il tasso di interesse così calcolato, a differenza di quello variabile, viene preso come riferimento per tutta la durata del mutuo.

 

Il tasso variabile è un mutuo i cui interessi sono agganciati a dei parametri che variano nel tempo quali ad esempio l’Euribor a 3, o 6 mesi, o al tasso Bce e via dicendo ai quali viene aggiunto anche qui uno “spread” percentuale (il guadagno per la banca).

Ha il vantaggio di offrire un importo della rata più basso del fisso, ma in caso di innalzamento dell’indice interbancario L’Euribor , il valore delle rate verrà aumentato.

In compenso, in caso di discesa dell’indice di riferimento, il valore delle rate diminuirà.

I mutui a tasso variabile non sono mai stati così convenienti come in questo periodo.

Oggi con l’Euribor a zero (fino ad un mese fa l'Euribor era a -0,1%) il tasso variabile è sicuramente la scelta più conveniente. Nei fatti infatti si paga solo lo spread.

Ma i tassi non rimarranno sempre a zero infatti potrebbero salire.

Cosi come evidenzia il Sole 24 Ore è fondamentale quindi fare una giusta valutazione della propria situazione reddituale e della capacità di sopportare nel tempo le oscillazione del tasso e della rata.

 

• Facciamo qualche esempio. Un mutuo di 160 mila euro legato all’Euribor 1 mese con uno spread del 1,4 % a 25 anni oggi pagherebbe un rata iniziale di circa 640 euro.

Ma se l’Euribor dovesse salire a all’1% allora la rata subirebbe un incremento di 76 euro e salirebbe a 700 euro.

Anche la durata è una variabile che va presa in considerazione nella scelta fra fisso e variabile.

Per mutui fino a 10 anni oggi l’offerta a tasso fisso del mercato è molto appetibile.

Banca Intesa offre un mutuo a tasso fisso dell’1,95 %.

Sulle scadenze più lunghe i tassi fissi sono più alti.

Sempre Banca Intesa applica sui 15 anni un tasso del 2,35 %, BNL e Hello Bank! il 2,65% e Iw Bank il 2,70 %.

 

Vedi anche:

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