News Mutui: le banche sono più generose e abbassano lo spread.Buone notizie emergono sul fronte delle nuove erogazioni di prestiti bancari. Molte delle famiglie che vogliono stipulare un mutuo potranno usufruire di condizioni più agevolate. Forse è per questo che nei primi otto mesi del 2015, i mutui a famiglie e i finanziamenti alle imprese sono risultati in crescita. Ed è presumibile che tale crescita sia destinata ad aumentare perché in questo periodo alcuni istituti di credito non solo sono più propensi a concedere mutui, ma anche hanno deciso di applicare spread meno cari rispetto allo scorso anno. Segnaliamo anche un incremento delle surroghe che permette di trasferire a costo zero il proprio mutuo da una banca a un’altra che eventualmente proponga condizioni migliori, senza costi aggiuntivi per il cliente. Per approfondimenti sul tema delle surroghe vedi anche “Surroga, Rinegoziazione e Sostituzione di un Mutuo! Cosa sono e consigli!”.

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Mentre nell’articolo precedente intitolato “Migliori Mutui Ottobre 2015: consigli, regole e tassi più bassi” abbiamo dispensato alcuni consigli utili su quali aspetti valutare prima di stipulare un mutuo, dedicando particolare attenzione anche al Fondo di garanzia per la casa (per la garanzia statale, del 50% della somma richiesta come mutuo ipotecario).

Oggi vi aggiorniamo sulle decisioni di alcune banche, come Intesa San paolo, Ubi banca, Che banca, Webank, Banca Sella, Unicretit di ridurre lo spread, cosi’ come illustrato dalla tabella elaborata da MutuiSupermarket.

Chiedere un mutuo alla banca quindi, per molte famiglie, potrebbe esser conveniente perché le stesse banche sono sicuramente molto più generose in questo periodo.

Dall’altra parte sono le stesse famiglie cosi come confermato dall’Abi (Associazione bancaria Italiana) che hanno un po’ più fiducia nel futuro e quindi prendono, più facilmente in considerazione l’idea di stipulare un mutuo, accollandosi il relativo esborso economico.

Le banche, a loro volta stanno adottando una politica diversa perché vogliono erogare di più mutui, facendo un passo in avanti nei confronti della domanda.

Alcuni istituti di credito stanno infatti riducendo lo spread (cioè la commissione, in termini percentuali, a favore della Banca che aggiunta al parametro di indicizzazione, euribor 1, 3, 6 mesi o tasso BCE in caso di tasso variabile e in caso di tasso fisso, definisce la misura del tasso di interesse).

Per esempio il miglior spread a tasso variabile è dell’1,3% ma in media siamo all’1,5%. Anche in questo caso si tratta di un bel passo in avanti rispetto all’anno scorso quando gli spread medi erano di poco superiori al 2%.

Oggi, come mostra anche la tabella elaborata da MutuiSupermarket.it, si può stipulare anche un mutuo a tasso fisso di media durata (quindi 20 anni) e di medio importo (quindi 140mila euro) pagando un Tan fisso (Tasso annuo finale) del 2,2%.

Essendo il tasso fisso dalla somma tra lo spread e il tasso interbancario Eurirs di periodo (che per 20 anni è all’1,4%) vuol dire che le banche oggi applicano uno spread sul fisso nella migliore delle ipotesi dello 0,8% (ma in media è dell’1,3%).

Segnaliamo che i mutui a tasso variabile hanno rappresentato, nei primi otto mesi del 2015, il 48,3% delle nuove erogazioni complessive.

Nei mesi più recenti sono in forte incremento i mutui a tasso fisso che hanno superato ad agosto 2015 il 60% delle nuove erogazioni, e che un anno prima erano meno del 20%.

Occorre ricordare infatti che per le nuove erogazioni di mutui per l'acquisto di immobili, nel 2015 si è registrato un incremento annuo del +86,1% rispetto al medesimo arco temporale dello scorso anno.

Nel periodo gennaio-agosto del 2015 l'ammontare delle erogazioni di nuovi mutui è stato pari a 28,920 miliardi di euro rispetto ai 15,543 miliardi dello stesso periodo del 2014.

Tale nuova politica delle banche è volta in primis a consentire la crescita del mercato immobiliare che in questi anni ha risentito della forte pressione fiscale sugli immobili e ha subito cosi’ delle significative penalizzazioni.

La strada verso il rilancio e la ripresa del mercato residenziale comunque è ancora molto lunga, perché nel corso del primo semestre dello scorso anno le compravendite in Italia erano risultate 206.093, quest’anno nello stesso periodo ci si è attestati a 211.968, con un incremento del 2,85%.

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