Conviene investire in ETF o Exchange Traded Fund ? Gli ETF, acronimo di Exchange Traded Fund, godono contemporaneamente delle migliori caratteristiche dei fondi comuni e delle azioni. È un fondo comune d’investimento, che si caratterizza per essere negoziato in Borsa, proprio come avviene per i titoli azionari. Gli ETF presentano numerosi vantaggi tra cui la diversificazione e riduzione del rischio e la flessibilità e la trasparenza informativa della negoziazione in tempo reale. Anche sul fronte dei costi gli ETF presentano una commissione totale annua (TER) ridotta e applicata automaticamente in proporzione al periodo di detenzione, mentre nessuna commissione di “Entrata”, di “Uscita” e di “Performance” è a carico dell’investitore. Il risparmiatore deve solo considerare le commissioni applicate dalla propria banca o dal proprio broker per l’acquisto e la vendita sul mercato.

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Cosa sono gli ETF?

Un ETF riassume in sé le caratteristiche proprie di un fondo e di un’azione, consentendo agli investitori di sfruttare i punti di forza di entrambi gli strumenti. 

Rispetto ai fondi comuni tradizionali gli Etf sono anche scambiati in Borsa come le azioni e consentono in ogni momento della giornata di entrare e uscire dall'investimento al prezzo corrente di mercato.

Gli Etf non sono nient'altro che fondi comuni quotati che replicano passivamente e con la maggiore precisione possibile l'andamento di un mercato di riferimento.

L'ETF consente di ottenere un rendimento pari a quello del benchmark di riferimento in virtù di una "gestione totalmente passiva".

Se ad esempio la Borsa italiana ha fatto nel suo complesso +7% nel corso di 10 mesi, l’ETF che replica il FTSE Mib negli ultimi 10 mesi avrà una performance analoga.

 

Quali sono i motivi che spingono i risparmiatori a negoziare in Etf?

Tra i principali motivi c'è quello di ridurre gli oneri del portafoglio.

L'investimento in Etf prevede, infatti, il pagamento di costi decisamente inferiori rispetto alle commissioni applicate sui fondi comuni tradizionali di pari tipologia, pur considerando le commissioni applicate dalla propria banca per consentire la compravendita degli Etf in Borsa.

Nel segmento azionario, per esempio, il costo medio dei fondi comuni in Italia è del 2,49%, contro lo 0,89% degli Etf di pari categoria, considerati anche i costi impliciti degli spread di negoziazione. Occorre ricordare inoltre che acquistando le quote di un fondo comune tradizionale, viene data ampia delega al gestore di muoversi sul mercato con tutto ciò che può comportare.

Il rendimento del fondo potrebbe quindi essere migliore o peggiore dell'indice di mercato a seconda delle scelte del gestore.

 

La garanzia di un’ampia diversificazione.

I rischi sono distribuiti meglio rispetto all’investimento in singole azioni.

Replicando un indice (ad es. la Borsa italiana) e non un singolo titolo (ad es.Unicredit) l’investimento è diversificato.

I rischi sono minori perché un titolo quotato alla Borsa di Milano potrebbe anche arrivare a -20% in un giorno, mentre l’indice, poiché è composto da decine di titoli diversi è tendenzialmente meno volatile.

 

La facile accessibilità agli ETF.

Il lotto minimo di negoziazione, ovvero la quantità minima richiesta al risparmiatore per poter investire, è pari a 1 azione.

 

La buona liquidità degli ETF.

Gli ETF si comprano e vendono facilmente, come i titoli di qualsiasi società quotata in Borsa.

Si possono comprare in banca o presso una SIM, sia allo sportello, sia utilizzando l’online banking o call center.

Bisogna fare attenzione comunque allo spread denaro-lettera.

Bisogna privilegiare ETF di grandi case, con grandi masse in gestione (cioè molti investitori), in quanto tendenzialmente più liquidi a parità di altre condizioni.

 

Elevati standard di sicurezza per il risparmiatore investendo negli ETF.

Come tutti i fondi comuni UCITS, gli ETF hanno un patrimonio separato rispetto a quello delle società che ne cura le attività di gestione, amministrazione e vendita: di conseguenza non sono esposti al rischio di insolvenza della società che li gestisce, neppure in caso di fallimento di tali società.

Gli ETF sono giuridicamente fondi comuni “UCITS”, godono quindi di una vera e propria “patente europea”, questo significa che soddisfano gli elevati standard di trasparenza e tutela del risparmiatore stabiliti dall’Unione Europea.

 

Il beneficio di proventi periodici.

I dividendi o gli interessi che l’ETF incassa a fronte delle azioni detenute nel proprio patrimonio (nonché i proventi del loro reinvestimento) possono essere distribuiti periodicamente agli investitori o capitalizzati stabilmente nel patrimonio dell’ETF stesso.

 

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