Controllo caldaia: quali sono i controlli obbligatori? Facciamo un pò di chiarezza sul tema della manutenzione della caldaia anche in vista delle recenti novità che sono state previste sul tema. E si perchè dall’anno scorso è stato introdotto un nuovo libretto che riporta tutti i controlli obbligatori per legge sugli impianti di climatizzazione. La periodicità della manutenzione sarà decisa dalle Regioni e può variare tra i 2 e i 4 anni. Mentre la verifica della sicurezza e dell’efficienza energetica varia a seconda del tipo di caldaia e della sua potenza. In pratica dovremmo conservare due libretti: uno per registrare l'efficienza degli impianti, l'altro per l'uso e la manutenzione per la sicurezza. Ecco dunque alcuni chiarimenti su quali tipologie di controllo devono essere effettuate, sulle cadenze, e sulle multe molto salate che sono previste per chi non ottempererà alle manutenzioni pluriennali: che vanno dai cinquecento ai tremila euro.

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Con l'arrivo dell'inverno molti cittadini italiani si chiedono quali controlli sulla caldaia sono obbligatori per legge?

La legge in realtà non specifica le cadenze con cui deve essere effettuata la manutenzione della caldaia.

Il DPR n. 74 del 2013 precisa che le operazioni di manutenzione ordinaria della caldaia devono essere eseguite da ditte abilitate, in conformità alle prescrizioni e con la periodicità contenuta nelle istruzioni tecniche fornite dalla ditta che ha installato l'impianto.

Ma rispetto all’anno scorso sono cambiate alcune cose perché è stato introdotto un nuovo libretto che dovranno avere coloro che hanno una caldaia, un condizionatore o un impianto solare, e che rappresenta una certificazione obbligatoria di buon funzionamento dell'impianto.

I libretti quindi sono diventati due: un libretto per registrare l'efficienza energetica degli impianti, l'altro per l'uso e la manutenzione per la sicurezza (che cosa circa 200 euro l’anno).

Il nuovo libretto riporterà tutti i controlli obbligatori per legge sugli impianti di climatizzazione, e sarà cura degli italiani effettuarli per non rischiare contravvenzioni salatissime: da 500 a 3000 euro.

 

Le scadenze delle date per la manutenzione degli impianti sono regolamentate dalle singole regioni ( può variare tra i 2 e i 4 anni) e il nuovo libretto di impianto va richiesto alla ditta che viene annualmente o ogni due anni a fare i controlli e la pulizia della caldaia.

Le regioni inoltre, avrebbero dovuto già da quest’anno istituire il catasto degli impianti termici previsto dal Dpr 74/2013 (articolo 10, comma 4, lettera a), una sorta di Pra delle caldaie e dei condizionatori attraverso il quale l’ente locale potrà conoscere lo stato degli impianti e indirizzare in modo mirato le ispezioni per verificare il rispetto degli obblighi in fatto di manutenzione ed efficienza energetica, ma pochissime ancora si sono mobilitate in questa direzione.

Lo ha fatto per prima la Lombardia; in Veneto dal 2 gennaio è attivo il sistema telematico Circe (Catasto impianti e rapporti di controllo di efficienza energetica) mentre in Piemonte è in funzione il Cit (Catasto impianti termici) dall’ottobre scorso.

Altre regioni, come l’Emilia-Romagna, hanno avviato l’iter per l’istituzione del catasto, in altri territori invece è buio pesto.

 

Per quanto riguarda invece la revisione dei fumi di combustione, cioè i controlli dell’efficienza energetica della caldaia,  le cadenze dei controlli sono differenti a seconda del tipo di caldaia e della sua potenza.

• per gli impianti termici a combustibile liquido o solido con potenza uguale o minore di 100 kw la revisione della caldaia deve essere effettuata ogni 2 anni;

• per gli impianti a gas metano o GPL con potenza uguale o minore di 100 kw la revisione della caldaia deve essere effettuata ogni 4 anni;

• per gli impianti termici a combustibile liquido o solido con potenza superiore a 100 kw la revisione della caldaia deve essere effettuata ogni anno;

• per gli impianti a gas metano o GPL con potenza superiore a 100 kw la revisione della caldaia deve essere effettuata ogni 2 anni.

 

Questa normativa si applica in tutte le regioni che non hanno recepito la direttiva 2002/91/CE ovvero tutte le regioni ad esclusione della Liguria, Val d'Aosta, Piemonte, Lombardia, Trentino, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna, Toscana, Puglia e Sicilia che l'hanno recepita prima dell'entrata in vigore dell'ultimo DPR.

Sebbene il controllo e la manutenzione della caldaia sono fondamentali per la sicurezza in casa,  quando arriverà il momento di effettuare la manutenzione della caldaia, conviene farsi fare più preventivi da diversi termoidraulici per farsi un'idea del costo medio e scegliere un professionista esperto.

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