Cosa prevede il Piano Povertà ?Uno dei punti più importanti della nuova Legge di Stabilità 2016 è la lotta alla povertà. Il piano contro la povertà adottato con cadenza triennale, come riporta il testo di legge, “individua una progressione graduale nel raggiungimento di livelli essenziali delle prestazioni assistenziali su tutto il territorio nazionale per il contrasto alla povertà”. Il piano contro la povertà, in discussione in questi giorni in Parlamento, prevede l’istituzione di un Fondo presso il Ministero del Lavoro al quale verranno assegnati 600 milioni di euro nel 2016 e 1 miliardio di euro a partire dal 2017. Per la SIA (sostegno per l’inclusione attiva), la nuova Legge di Stabilità ha programmato circa 380 milioni dei 600 stanziati per la lotta alla povertà. Altri 220 milioni finanzieranno l’Asdi, l’assegno di disoccupazione pensato per i senza lavoro di lunga durata.

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Dopo che il sottosegretario della presidenza del Consiglio De Vincenti, a conclusione della presentazione del Rapporto Caritas, ha promesso un tavolo di confronto, nella Legga di Stabilità 2016 sono stati stanziati circa 1, 6 miliardi in tutto per contrastare la povertà.

Più in particolare il Governo ha stabilito di destinare al piano contro la povertà, 600 milioni di euro per il 2016 ma si conta di salire ad un miliardo per l’anno successivo.

Alcuni economisti però sostengono che queste misure non siano ancora sufficienti.

Le associazione di settore parlano che servirebbero addirittura cinque miliardi.

E a beneficiare degli interventi saranno un quarto delle persone che ne avrebbero bisogno.

I soggetti interessati saranno i disabili, i senza reddito, i disoccupati di lunga data ed i nuclei familiari con figli minori.

Secondo l'ISTAT (dati 2013), il 12,6% delle famiglie italiane è in condizione di povertà relativa, mentre la povertà assoluta riguarda il 7,9% delle famiglie, ovviamente con marcate differenze fra Nord e Sud.

Le persone non in grado di “accedere all’insieme di beni e servizi che vengono considerati essenziali per conseguire uno standard di vita minimamente accettabile” erano il 6,8% (4,1) nel 2014 dopo aver toccato il picco del 7,4% nell’anno precedente.

Per SIA, la nuova Legge di Stabilità ha programmato circa 380 milioni dei 600 stanziati per la lotta alla povertà.

Il SIA è il sostegno per l’inclusione attiva, che è un programma che consente di aiutare i soggetti esclusi socialmente, quindi senza lavoro, dandogli un sostegno economico temporaneo, ma allo stesso tempo cercando di aiutarlo a trovare lavoro ed a fornirgli le competenze necessarie per facilitarne il reingresso nel mondo del lavoro.

Ciò consentirà l’allargamento della Social Card da 400 euro a tutto il territorio nazionale.

Altri 220 milioni finanzieranno l’Asdi, l’assegno di disoccupazione pensato per i senza lavoro di lunga durata.

Sommando le nuove risorse con i fondi preesistenti, si arriva a un totale di circa 854 milioni.

Altra novità riguarda le fondazioni bancarie.

In via sperimentale per gli anni 2016-2017-2018 alle fondazioni bancarie, che finanzieranno determinati progetti di sostentamento con particolare riferimento all’infanzia povera, sarà riconosciuto un credito d’imposta pari al 75% del versamento effettuato.

Questo significa che per ogni finanziamento effettuato lo stato ne restituirà l’anno successivo il 75% sotto forma di minori tasse.

L'attuazione di tutti questi provvedimenti sarà fatta entro 30 giorni dalla eventuale approvazione di tutta la Legge di Stabilità.

Occorre ricordare inoltre che dal 2008 è in vigore la Social Card per persone sopra i 65 anni o minori di anni 3, che ogni bimestre assegna a questi soggetti 80 euro da spendere per la spesa quotidiana, la farmacia o per pagare le utenze domestiche.

In 12 grandi città italiane è stata sperimentata anche la Social Card straordinaria, quella che veniva concessa a famiglie con minori sotto i 18 anni e componenti senza lavoro.

Pur riconoscendo “un cambio di passo” da parte del governo, Bottalico, portavoce dell’Alleanza contro la povertà, rivolge un appello al Parlamento per trovare maggiori fondi per avviare un piano pluriennale di contrasto all’indigenza.

Ricorda infatti che “è ancora troppo esigua la platea di quanti potranno beneficiare di tali interventi”. ricorda che “è ancora troppo esigua la platea di quanti potranno beneficiare di tali interventi”.

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