L'Agenzia delle Entrate e il nostro conto corrente...
L'Agenzia delle Entrate e il nostro conto corrente...

Ma Equitalia non c'è davvero più? O ha solo cambiato casacca, si è fusa con l'Agenzia delle Entrate e adesso ha più poteri, potendo mettere dal 1' Luglio le mani anche sui nostri conti correnti? Come può difendersi il contribuente italiano? Perchè lo Statuto dei diritti del contribuente, previsto da una legge del Luglio 2000, è fra le leggi più disattese dello Stato italiano? Attenzione perchè...dal 1' Luglio entra in vigore la misura che renderà più semplice il prignoramento dei conti correnti dei debitori. La vecchia Equitalia, ovvero la nuova Agenzia delle Entrate-riscossione, avrà accesso ai dati dell'Anagrafe Tributaria e dell'Inps...

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Cosa significa? Nulla per chi non ha debiti con il Fisco, qualcosa per chi sta evadendo in generale o non sta provvedendo ai pagamenti...

Ma attenzione, sappiamo bene tutti che parte dell'amministrazione tributaria a volte vengono commessi degli errori, ci sono casi in cui la mancanza di comunicazione interna catapulta sulle spalle del contribuente cartelle pazze e interessi spropositati.

La domanda è: più poteri, più immediatezza, ma anche in caso di errori?

Adesso che si può intervenire direttamente sul nostro conto corrente, lo si può fare anche per errore? Questa semplificazione, che partirà dal 1' Luglio, riuscirà a porre argine a quella che è stata la degenerazione del rapporto fra lo Stato e i contribuenti?

Cosa accade in pratica: la nuova società di riscossione avrà libero e diretto accesso all’Anagrafe tributaria. In parole povere, potrà vedere senza alcun limite quanto abbiamo sul conto corrente e andare a pescare subito dove ci sono i soldi disponibili.

In sostanza: Se non abbiamo pagato una sanzione e ignorato le lettere di sollecito, una qualsiasi azienda o ramificazione dello Stato che vuole recuperare una certa somma, potrà mettere in azione gli agenti del recupero crediti che mandano un avviso al quale, dopo 60 giorni, seguiranno le procedure cautelari ed esecutive. 

Sul nostro conto corrente l'unico limite è che possono rimanere 1350 euro a disposizione del titolare.

L’Agenzia delle Entrate potrà ordinare alla banca o al datore di lavoro di pagare direttamente al Fisco le somme pignorate e questo può essere fatto anche senza l'autorizzazione” del giudice per l’assegnazione al creditore delle somme pignorate.

Stato di polizia? Altro che aiuti e reddito di inclusione? E' altrettanto vero che l'evasione fiscale ha sottratto all'Italia ben mille miliardi di euro...se non ci fosse evasione, vivremmo tutti molto meglio...

Altri limiti: lo stipendio può essere pignorato per un decimo in caso di stipendi fino a 2500 euro mensili, un settimo per importi fra 2.500 e 5.000 euro, un quinto per gli stipendi superiori a quota 5.000 euro.

Come proteggersi? Come difendersi? Si può lasciare il conto completamente in rosso ma sempre ne limiti del fido, oppure prelevare tutti i giorni dal conto, in questo caso i soldi versati dal datore di lavoro vengono spostati dal conto "0" al conto "1" e il conto principale in questo caso resta sempre a saldo zero.

Altri rimedi senza ricorrere ai prestiti? Cointestare il conto con un familiare, in questo caso nessun pignoramento da parte di Equitalia perché il 50 per cento appartiene ad una seconda persona, poi c'è l'apertura di un conto corrente di riserva, eccetera eccetera...

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FONTI:

Per il contenuto: Le 5 regole contro i blitz del Fisco, ilgiornale.it, 8 Giugno 2017.

Per l'immagine: www.we-news.com

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Articolo scritto da:

Mauro Suma, il Direttore Responsabile (leggi la sua biografia).

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