Generali potere forte, grazie al ramo danni
Generali potere forte, grazie al ramo danni. 

Enrico Cuccia, il grande vecchio, il grande collante dell'economia italiana. La sua creatura, la sua Mediobanca aveva resistito anche alla sua scomparsa, alla morte del più grande banchiere italiano avvenuta nel 2000. Ma l'ultimo risultato operativo semestrale di Generali è stato così alto, tanto dirompente da far capire che erano maturati i tempi per il grande, triplice, divorzio. Le polizze assicurative sono in calo, ma grazie al ramo danni, le Generali hanno messo a segno un profitto di oltre un miliardo di euro nel primo semestre del 2017. Ecco perchè sia la compagnia assicurativa che Unicredit e Mediobanca hanno deciso di rompere l'antico patto di ferro, l'antico sodalizio caro a Cuccia.

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Prima i dati boom delle Generali, poi il terremoto.

Intanto sono ferie serene quelle di Generali Assicurazioni che ha archiviato il primo semestre con un utile netto in crescita a 1,2 miliardi di euro rispetto ai 1,1 miliardi registrati nello stesso periodo del 2016 (+3,7%).

Il calo del 23% riguarda le polizze assicurative, con una flessione che è comune a tutto il mercato.

Bene invece la crescita nel primo trimestre dei premi emessi Danni, che aumentano a 11,3 miliardi (+1,5%), per effetto della crescita del ramo Auto (+3,7%).

La compagnia assicurativa triestina si è sentita molto forte dopo questi dati e ha deciso di dare seguito ai piani, anche se non da sola.

Ecco le origini di un vero e proprio terremoto nel mondo finanziario italiano, ovvero la rottura del cordone ombelicale tra UniCredit, Mediobanca e Generali, con un accordo di massima tra Jean Pierre Mustier, a.d. di UniCredit, Albergo Nagel, alla guida di Mediobanca, e Philippe Donnet, numero uno del Leone di Trieste, per eliminare le partecipazioni a cascata e creare, nel 2019, tre public company, cioè tre società distinte, con un azionariato diffuso, non più legate tra di loro. 

Più di un esperto,  più di un addetto ai lavori, oggi ha sussurrato: ma l'inimitabile e discusso Enrico Cuccia si rivolterà nella tomba per tutto questo?

Al di là dei rimpianti e dei sussurri, quella che va a concludersi, se le rivelazioni di Repubblica saranno confermate, è la lunga stagione delle ragnatele del capitalismo italiano nata alla fine degli anni '50 ad oggi, l'era delle partecipazioni incrociate e dei patti parasociali nati proprio in Piazzetta Cuccia.

Un modello che sembra ora non essere più tale e che apre interrogativi sul futuro dei tre singoli gruppi finanziari e sul nuovo assetto del capitalismo italiano. 

Tutto questo non deve però far passare in second'ordine l'exploit di Generali: meno raccolta e più utili, ma non solo, perchè ora il gruppo Generali si trova "nel mezzo di una trasformazione industriale, che significa esecuzione della strategia in in modo più veloce, più semplice e più intelligente" allo scopo di raggiungere "la leadership nella performance operativa" e nella "creazione di valore nel lungo termine", ha spiegato poi il numero uno Philippe Donnet.

Generali punta a ridurre i costi, con un taglio di 200 milioni nel 2018 nei Paesi maturi", per concentrare risorse sui business più profittevoli. E Cuccia?

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FONTI:

Per il contenuto: Generali l'utile sale raccolta in calo, repubblica.it. 2 Agosto 2017.

Per l'immagine: www.we-news.com

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