L'Italia stanzia i soldi ma non fa i lavori: ecco poi i disastri come a Livorno
L'Italia stanzia i soldi ma non fa i lavori: ecco poi i disastri come a Livorno. 

L'Italia fa un bel comunicato, racconta la cifra che mette a disposizione, ma poi si ferma lì. I lavori non vengono fatti, il meccanismo si inceppa. E rimaniamo imbelli e impalpabili in attesa dell'ineluttabile, ovvero della perturbazione successiva, dell'alluvione piccola o grande che sia che comporta esondazioni e vittime. Ma è possibile? In Italia esiste un piano finanziato dal governo Renzi che mette a disposizione 7,7 miliardi di euro contro il dissesto idrogeologico, per prevenire esattamente casi come quelli delle 8 vittime di Livorno, Quasi 8 miliardi di euro! Ma, per l'assenza di piani esecutivi, i Comuni ne hanno spesi solo 100 milioni...

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Ma scherziamo? Sono annunci finti di soldi finti, come al Monopoli? Oppure si tratta dell'incapacità da parte di questo Paese di funzionare e di organizzarsi?

Notizie come queste, soprattutto dopo tragedie come quella del nonno di Livorno, del torrente che esonda e delle altre sette vittime, ci fanno sentire tutti più arrabbiati e più impotenti.

Ma, soprattutto, per un attimo, o forse per più di un attimo, depressi all'idea di vivere in una Italia come questa, così assurda e così immobile sulle questioni fondamentali.

La notizia: sono passati tre anni da quando il governo Renzi ha lanciato il Piano "Italia Sicura", ma di quella cifra sono stati utilizzati soltanto 114 milioni.

Meno dell'1,5% dei 7,7 miliardi che erano stati stanziati, ma non solo: meno del 6% degli interventi "necessari e prioritari" segnalati da Regioni e Comuni era effettivamente corredato da un piano esecutivo.

E ci sono stati anche interventi "fantasma". Dove? Ma certo, anche a Livorno...

E' La Repubblica a portare alla luce tutto questo, nel Paese delle frane, degli smottamenti, delle piccole e grandi alluvioni, dei nubifragi a intervalli regolari, un Paese che trema e che scivola, che non drena ormai più nulla quando si tratta di eventi naturali.

Eppure ci sono migliaia di emergenze comprovate, certificate e conclamate in tutta Italia: oltre mille in Campania, 962 in Sicilia, 458 in Toscana.

Poi ecco  i palliativi, le perdite di tempo,  i palleggi di responsabilità, le attese di chissa chi e per fare chissà cos'altro: "preliminare", "fase istruttoria", "studio di fattibilità", le maledette formule che impediscono il trasferimento dei fondi, che avviene soltanto quando un dato progetto diventa finalmente "esecutivo".

Visto che la ferita di Livorno è ancora aperta eccoci, perchè il piano Italia Sicura prevedeva contro le alluvioni prevedeva, proprio nel caso di Livorno, due interventi, bloccati allo stadio preliminare.

E' vero, perchè la fatalità è sempre in agguato in questo casi, che le opere rimaste sulla carta non riguardano il Rio Ardenza e il Rio Maggiore, cioè i due fiumi straripati all'alba di domenica, ma il torrente Ugione.

Eppure anche in questo caso, nonostante un investimento di 3,5 milioni di euro, ai quali se ne aggiungono altri due previsti dalla Regione Toscana, i tempi di consegna non sono ancora stati fissati.

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FONTI:

Per il contenuto: I fondi mai usati del piano anti dissesto. Pronti otto miliardi, spesi cento milioni, repubblica.it, 12 Settembre 2017

Per l'immagine: www.we-news.com 

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Articolo scritto da:

Mauro Suma, il Direttore Responsabile (leggi la sua biografia).