Solo falsità o c'è un muro di omertà che sta cadendo?
Solo falsità o c'è un muro di omertà che sta cadendo? 

Quanti libri gialli, quanti pamphlet-inchiesta su Emanuela Orlandi! E ad ogni pagina la forza di un mistero imbattibile. Ad ogni riga la sensazione spietata dell'impotenza più acuta. Per la famiglia e per tutte le persone di buona volontà che non si rassegnano all'idea di una bella e brava ragazza, rapita dalle ombre, inghiottita dall'oblio. Torna alta l'onda sul caso epocale di Emanuela, scomparsa nel 1983 e mai più ritrovata. C'è un nuovo documento e una nuova testimonianza giornalistica. Se davvero fossero stati spesi (persi?) 483 milioni di lire, non di euro, in ogni caso una cifra importante per l'epoca, allo scopo di allontanare da Roma e dal Vaticano la giovane Orlandi, ci troviamo davvero di fronte ad un caso senza precedenti...

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Oltre 483 milioni di vecchie lire spesi dal Vaticano per l'allontanamento di Emanuela Orlandi, la ragazzina che viveva nel territorio della Santa Sede scomparsa nel 1983?

L'affermazione è del giornalista Emiliano Fittipaldi, su Facebook, che esibisce anche un documento sorprendente in cui sarebbero annotate tutte le spese "per un presunto allontanamento domiciliare" della Orlandi a Londra.

C'è una smentita? Sì forte e chiara, con la Santa Sede che ha infatti replicato: "Documentazione falsa e ridicola".

Il documento di cinque pagine pubblicato da Fittipaldi sui social si chiama "Resoconto sommario delle spese sostenute dallo Stato della Città del Vaticano per le attività relative alla cittadina Emanuela Orlandi", sarebbe stato redatto dal cardinale Lorenzo Antonetti, allora a capo dell’Amministrazione del patrimonio della Sede apostolica, anche se la sua firma è dattiloscritta, non autografa.

Tra i destinatari di quel documento ci sarebbe stato Giovanni Battista Re, all'epoca sostituto del cardinal Antonetti e oggi Prefetto emerito della Congregazione.

Le sue reazioni erano particolarmente attese e sono arrivate: "Non ho mai visto quel documento pubblicato da Fittipaldi, non ho mai ricevuto alcuna rendicontazione su eventuali spese effettuate per il caso di Emanuela Orlandi".

Quindi tutto falso e tutto inventato? Quella marmellata-impasto che a intervallo regolari, da più di 30 anni a questa parte, vien fuori, di connivenze vaticane o di complotti dei servizi segreti dell'Est, è solo una perdita di tempo? Solo fatalità quella di Emanuela Orlandi? 

Non si esclude nulla, ma la forza della denuncia di Fittipaldi non è rimasta sola.

"Il muro sta cadendo", è infatti la frase gemella che ha accompagnato alla vicenda, sempre su Facebook Pietro Orlandi, fratello di Emanuela, che da sempre lotta contro l’omertà che in Vaticano circonda la scomparsa della sorella.

Lo scorso 26 Marzo, lo stesso Pietro aveva scritto una lettera a Papa Francesco: "Abbiamo il diritto di conoscere la verità contenuta in quei documenti e se sulla scomparsa di Emanuela fu posto il Segreto Pontificio, La prego di sciogliere i sigilli a tale imposizione che osteggia il raggiungimento della verità e della giustizia".

Dal canto suo, Fittipaldi chiude la vicenda con spirito da cronista professionale: "Leggendo il resoconto, sembra che il Vaticano abbia trovato la piccola rapita chissà da chi, e che abbia deciso di 'trasferirla' a Londra. In ostelli femminili. Per 14 anni le avrebbe pagato 'rette, vitto e alloggio', 'spese mediche', 'spostamenti'. Almeno fino al 1997.

Non solo: "O il documento è vero, e apre squarci clamorosi e impensabili sulla storia della Orlandi. O è un falso". Il solito corvo o qualcosa di più?

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FONTI:

Per il contenuto: Dossier Orlandi il Vaticano falso e ridicolo, espresso.repubblica.it, 18 Settembre 2017.

Per l'immagine: www.we-news.com

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Articolo scritto da:

Mauro Suma, il Direttore Responsabile (leggi la sua biografia).