Ryanair taglia Trapani: danno forte per il turismo
Ryanair taglia Trapani: danno forte per il turismo. 

Il taglio dei voli Ryanair su Trapani: un danno senza precedenti per gli operatori turistici? Vero, ma sono due anni che c'è questo rischio e forse in Sicilia qualcuno ci ha dormito sopra...o no? Adesso che il turismo locale rischia il flop, restano le ombre su quella che potrebbe essere solo una ritirata strategica e potrebbe anche quindi essere scongiurata. Adesso però bisogna intervenire presto sia per ridare vita e nuova linfa all'aeroporto di Trapani-Birgi che per riportare il turismo alle Egadi, a Pantelleria, a San Vito Lo Capo e in tutto il comparto. Airgest, la compagnia-madre dell'aeroporto di Trapani, ha indetto una gara d'appalto per il nuovo vettore low cost sullo scalo. E le cancellazioni dei voli invernali?

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Ryanair ha deciso di tagliare 25 aerei per la stagione invernale (Novembre 2017-Marzo 2018), provocando la sospensione di 34 rotte: la penalizzazione per lo scalo di Trapani-Birgi è molto forte.

Di queste rotte, infatti, 7 interessano l'aeroporto Vincenzo Florio di Trapani, 3 sono con città europee (Cracovia, Fancoforte e Baden Baden) e 4 con le destinazioni nazionali di Parma, Genova, Roma e Trieste.

A sentirsi abbandonata e colpita al cuore è però soprattutto la Sicilia.

Francesco Di Natale, presidente del raggruppamento di interesse "Turismo e Commercio" di Cna Sicilia, ha dichiarato: "Si tratta di un notevole colpo per il turismo e per l’economia del nostro territorio, che comporta disagi e danni per migliaia di passeggeri che normalmente utilizzano l’aereo per lavoro o studio".

Le altre dichiarazioni di Di Natale: "Non possiamo restare con le mani in mano, gli operatori turistici sono molto preoccupati, la scelta della compagnia irlandese, di effettuare da qui alla prossima primavera una significativa riduzione del 60% del traffico rispetto allo scorso anno, avrà inevitabili ricadute negative sulla filiera di settore e su tutto il sistema produttivo che gravita attorno ai movimenti di arrivi e partenze dall’aeroporto Birgi".

Cosa è possibile fare in concreto?

Bisogna iniziare a prendere coscienza del fatto che i tagli decisi da Ryanair sono dovuti anche al meccanismo messo in piedi dalla politica e dall’Airgest, società di gestione dello scalo, secondo il quale Ryanair rimane a Birgi solo se i Comuni comprano pubblicità negli spazi gestiti da una concessionaria di Ryanair.

Il fatto è che gli enti locali, a corto di fondi, fino ad ora a fatica sono riusciti a far fronte al gravoso impegno che  proporzionale al numero di abitanti, con un contratto per di più  triennale.

Attualmente sono sei i Comuni debitori mentre è ancora aperta la gara che Airgest ha indetto il 15 Maggio per far spazio ad un vettore low coast per 28 mesi (costo oltre 20 milioni di euro) con lo stesso meccanismo della pubblicità.

I problemi potrebbero addirittura aumentare?

E' intervenuto anche il presidente della Camera di Commercio, Pino Pace: "Sono molto preoccupato, il futuro dello scalo viene messo a serio rischio. Pesa il mancato rinnovo dell’accordo di co-marketing. I Comuni sono ancora morosi di oltre 500mila euro sull’importo dovuto dal precedente accordo, scaduto da mesi".

Anche i sindacati Cgil, Cisl e Uil sono scesi in campo e hanno chiesto un incontro urgente con il presidente di Airgest.

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FONTI:

Per il contenuto: Tagli Ryanair, per Trapani è una catastrofe: il turismo rischia il flop, lasicilia.it, 2 Ottobre 2017.

Per l'immagine: www.we-news.com

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Articolo scritto da:

Mauro Suma, il Direttore Responsabile (leggi la sua biografia).

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