Roma: lo famo o non lo famo sto stadio?
Roma: lo famo o non lo famo sto stadio?

Doveva essere di 1 miliardo e 700 milioni, ma ostacolo dopo ostacolo era già sceso a 1 miliardo di euro. Per James Pallotta e la proprietà americana della Roma era la conditio sine qua non per la prosecuzione della gestione del Club giallorosso. La consecutio è all'imperfetto perchè dopo diverse fumate grigie e bianche, lo stadio della Roma sembra tornato nelle secche della burocrazia. La storia infinita di Tor di Valle e di un vecchio ippodromo, di una zona periferica romana che non riesce ad imboccare la via definitiva del nuovo stadio per la Società capitolina. Roma ancora a metà strada? Roma senza pace per la speranza di uno stadio nuovo? 

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Federica Galloni, responsabile alla guida della Direzione generale Arte e Architettura contemporanee e Periferie Urbane del Ministero dei Beni Culturali, ha dato la sua conferma.

La dichiarazione della direttrice: "La prossima settimana, ai sensi delle normative vigenti sulla tutela del diritto d’autore, emetterò il decreto di vincolo sull’Ippodromo di Tor di Valle".

Dopo aver superato problemi, barriere, ostacoli e traversie riguardanti i problemi sui ponti, sul traffico, sulla metro e sull’archeologia, il  nuovo stadio della Roma rischia il ritorno al punto di partenza.

A riportare indietro le lancette del tempo e la fattibilità del progetto, c'è un vincolo nuovo: si basa sulle norme che tutelano il diritto d’autore, e non la protezione di un bene concreto.

Si tratta di una tutela riguardante l’autore e non l’opera, ecco perchè si parla di diritti morali a favore dell’autore o dei suoi eredi.

In questo caso, i diritti morali non hanno prescrizione, non possono essere oggetto di rinuncia e sono non vendibili o trasferibili; la diretta conseguenza è che qualsiasi tipo di modifica può essere effettuata solo con il consenso dell’autore (o degli eredi), cosa che vale anche a Tor di Valle per l’Ippodromo dell'architetto spagnolo Julio Lafuente.

Chi non è d'accordo con questa impostazione, pensa e dice che l'ippodromo è già stato modificato negli anni come dimostrano i nuovi controsoffitti, l'ampliamento dei solai, strutturando successivamente tribune e parterre. 

Si tratta di un vincolo che può essere facilmente depotenziato e aggirato? O il solo fatto di firmarlo, può generare ritardi tali da irrigidire il presidente romanista Pallotta che considera cruciale il nuovo stadio per il proseguimento della sua esperienza sportiva italiana?

In questo momento la Roma rimane in silenzio e resta in attesa di leggere le carte, per poi decidere il da farsi.

Il Ministero dei Beni culturali rischia di soffocare il progetto Stadio?

Nel suo complesso però il Governo, con i ministri allo Sport, Luca Lotti, e alle Infrastrutture, Graziano Del Rio (entrambi esponenti renziani del Partito Democratico), lavorano sottotraccia per cercare un compromesso sul problema infrastrutture.

Il Ministero in questione è però guidato da Dario Franceschini (anch’egli Partito democratico, ma non renziano) che ha più volte rallentato l’iter: la Roma presenterà ricorso?

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FONTI:

Per il contenuto: Un altro “stop” sullo Stadio!, forzaroma.info, 3 Novembre 2017.

Per l'immagine: www.we-news.com

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Articolo scritto da:

Mauro Suma, il Direttore Responsabile (leggi la sua biografia).

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