Post elezioni Sicilia, Province e prelievo forzoso: cosa farà Musumeci?
Post elezioni Sicilia, Province e prelievo forzoso: cosa farà Musumeci?

Con una nota indirizzata alla neo deputazione regionale, la Cisl chiede che il nuovo governo guidato da Nello Musumeci si imponga sul prelievo forzoso attuato dal Governo centrale. Il futuro delle province passa da questo: che senso ha ripristinarle se non ci sono soldi?.

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In attesa che in Sicilia il neo governatore Nello Musumeci formi la giunta di Governo, iniziano ad arrivare le prime istanze rivolte ai deputati dell'Ars.

Una delle ultime arriva da parte della CISL (Siracusa e Ragusa) che chiede a tutta la deputazione una azione incisiva perchè il governo centrale elimini il prelievo forzoso che ha messo in ginocchio gli enti territoriali.

In questa ottica ci rientrano anche le Province, oggi liberi consorzi, che, specie in Sicilia, sono quasi tutte in default, una situazione davvero molto critica.

Dopo la inutile riforma delle province voluta da Crocetta, con il passo indietro dello scorso anno che ha ri-previsto la composizione elettiva del governo provinciale, c'è attesa per capire come intenderà muoversi in tal senso Musumeci anche se già nei comizi tenuti in campagna elettorale è stato molto chiaro: le province ritorneranno.

D'altronde se oggi Musumeci è presidente della Regione è anche grazie alla sua esperienza a capo della Provincia di Catania, una esperienza della quale tutti gli riconoscono i meriti di aver ben governato.

Ritornando al punto di partenza, e cioè al prelievo forzoso, strettamente legato al futuro delle province (che senso ha ripristinarle se non ci sono i soldi per renderle efficienti?) l'ultima nota è quella di Daniele Passanisi, a capo della Cisl Fp Siracusa-Ragusa che su questo argomento chiede un intervento da parte del governo regionale.

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“Chiediamo alla deputazione regionale dell’area iblea di battere i pugni sul tavolo.

Per fare sentire con forza la propria voce, assieme agli altri parlamentari all’Ars, al fine di ottenere la scomparsa del prelievo forzoso per il 2018, quella procedura propugnata dal Governo nazionale, e avallata in qualche modo dalla Regione, che ha messo in ginocchio enti virtuosi e allineati alla spending review come il Libero consorzio comunale di Ragusa”.

È il senso della richiesta che arriva dal segretario generale della Cisl Fp Ragusa Siracusa, Daniele Passanisi, il quale sottolinea la necessità che su questa storia la politica faccia sino in fondo il proprio dovere.

“Non sappiamo che cosa succederà adesso con il governo Musumeci – aggiunge Passanisi – ma è indubbio che, quanto verificatosi finora, non ha alcuna ragion d’essere. Bisogna necessariamente partire da una volontà su scala regionale se si vogliono salvare le ex Province in maniera complessiva.

E tra queste anche quella di Ragusa a cui si è già spremuto più del dovuto sino a metterla in ginocchio.

Come sindacato abbiamo più volte ribadito che il problema sta a monte, cioè nel prelievo forzoso da parte dello Stato che abbatte le risorse degli enti già di per sé risicate. Bene, adesso i nuovi parlamentari all’Ars hanno l’opportunità di dimostrare sino in fondo tutto il proprio valore.

E perché ciò accada è indispensabile che su questo fronte si possa decisamente muovere qualcosa. Altrimenti quelle che abbiamo sentito finora sono state soltanto parole al vento. Come sindacato, siamo pronti anche a un confronto su questo argomento che, per la delicatezza dei temi trattati, merita la massima attenzione da tutte le parti in causa”..

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FONTI:

Per il contenuto: Cisl FP Ragusa-Siracusa.

Per l'immagine: www.we-news.com

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Articolo scritto da:

Carmelo Riccotti La Rocca, il Capo Redattore (leggi la sua biografia).