Nuovi meccanismi pensionistici pre-67 anni
Nuovi meccanismi pensionistici pre-67 anni. 

Non manca di certo, in Italia, una folta schiera di persone terrorizzate all'idea di dover lavorare fino a 67 anni. Un timore comprensibile e destinato a durare nel tempo, ma una via d'uscita, almeno per alcuni, sembra possibile. Sarebbe sufficiente appartenere a una delle quindici nuove categorie immaginate dal governo. Sospiro di sollievo? In aggiunta a quelli già previsti per l’Ape social, potrebbero esserci altri mestieri che comporteranno una soglia più bassa per godere della pensione. il riferimento è a braccianti agricoli, lavoratori marittimi, addetti alla pesca, operai siderurgici e altri. Potrebbero essere proprio loro a non avere l’obbligo di attendere i fatidici 67 anni che sono obbligatori per tutti gli altri lavoratori.

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Per il momento è solo un’ipotesi, ma l'elenco delle categorie dei lavori considerati gravosi potrebbe aumentare.

In pensione prima dei 67 anni? Potrebbe essere la speranza di operai dell’industria estrattiva e dell’edilizia, conciatori di pelli e pellicce, conduttori di gru, infermieri e ostetriche, addetti alle pulizie non qualificati e insegnanti di scuola dell’infanzia e asilo nido.

Una nuova prospettiva, una nuova frontiera, proprio in un momento in cui, fra l'altro, potrebbero essere circa 46mila, a fronte delle 66mila, le domande di pensioni per l'Ape sociale e per i lavoratori precoci accettate dall'Inps.

In base ai nuovi indirizzi del ministero del Lavoro, verrebbero accettate 26.500 domande per l'Ape sociale (su 39.777 arrivate) e 20mila per i lavoratori precoci (su 26.632 arrivate).

Sono le stime Inps, presentate all'incontro governo-sindacati, a contenere tutti questi dati.

Torniamo però ai nuovi meccanismi: gli anni di contribuzione necessari per poter accedere al beneficio da lavori particolarmente gravosi scendono da 36 anni a 30, mentre gli anni per i quali i lavoratori dovranno dimostrare di aver esercitato questo tipo di attività passano a sette su dieci rispetto ai sei su sette inizialmente previsti.

Sono tutte questioni ancora scoperte, nel senso che l'accordo politico è tutto da trovare, lo stesso dicasi per le coperture finanziarie dei relativi costi.

In ogni caso l'obiettivo governativo,  nella trattativa con i sindacati, è quello  di far digerire l'ennesimo innalzamento dell'età pensionistica.

Le categorie di lavori gravosi esentati dal ritocco dell'età pensionabile restano quindi quelle individuate per l'accesso all'Ape social, operai dell'industria estrattiva, conduttori di gru, macchine di perforazione, conciatori, macchinisti ferroviari, camionisti, professori di scuola pre-primaria, facchini, addetti alla pulizia, ostetriche ospedaliere e assistenti per non autosufficienti si aggiungono gli agricoltori, i siderurgici di secondo fuoco, i marittimi e i pescatori.

L'esecutivo sembra disponibile a modificare il meccanismo di calcolo per stabilire quanto la speranza di vita allungherà negli anni il pensionamento dei lavoratori. 

Insomma, il numero 30 è destinato su questi argomenti molto delicati a diventare davvero un numero importante, innanzitutto perchè i sindacati puntano a congelare l'età pensionabile per 30mila persone.

Non solo:  i 30 anni di contributi saranno sempre più importanti per centrare l'obiettivo di molti, moltissimi lavoratori.

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FONTI:

Per il contenuto: Pensioni, nuovo meccanismo: 15 lavori gravosi e 30 anni di contributi, ilgiornale.it, 13 Novembre 2017.

Per l'immagine: www.we-news.com

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Articolo scritto da:

Mauro Suma, il Direttore Responsabile (leggi la sua biografia).