Il rapporto del Censis sull'Italia che cresce e sulla diseguaglianza sociale
Il rapporto del Censis sull'Italia che cresce e sulla diseguaglianza sociale. 

L'Italia è in ripresa, ma a che prezzo? L'Italia della "ripresa" non sogna più. Anzi, ha paura. Secondo il Censis, nel Rapporto sulla situazione sociale del Paese, i segnali d'allarme sociale sono "il rimpicciolimento demografico del Paese, la povertà del capitale umano immigrato, la polarizzazione dell'occupazione che penalizza l'ex ceto medio". "Non si è distribuito il dividendo sociale della ripresa economica e il blocco della mobilità sociale crea rancore". La paura del declassamento è il nuovo "fantasma sociale": l'87,3% degli appartenenti al ceto popolare pensa che sia difficile salire nella scala sociale, così come l'83,5% del ceto medio e il 71,4% del ceto benestante. Molti pensano che al contrario sia facile scivolare in basso.

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Ma qual è davvero l'Italia fotografata dal Rapporto Censis 2017?

L'84% degli italiani non ha fiducia nei partiti politici, il 78% nel Governo, il 76% nel Parlamento, il 70% nelle istituzioni locali, Regioni e Comuni: "L'onda di sfiducia che ha investito la politica e le istituzioni non perdona nessuno".

Lo osserva il Censis che aggiunge:  "L'astioso impoverimento del linguaggio rivela non solo il rigetto del ceto dirigente, ma anche la richiesta di attenzione da parte di soggetti che si sentono esclusi dalla dialettica socio-politica".

Il 78,2% degli italiani si dichiara molto o abbastanza soddisfatto della vita che conduce.

Il 45,4%, si legge nel Rapporto, è pronto a spendere un po' di più per poter fare almeno una vacanza all'anno, il 40,8% per acquistare prodotti alimentari di qualità (Dop, Igp, tipici), il 32,3% per mangiare in ristoranti e trattorie, il 24,7% per comprare abiti e accessori a cui tiene, il 17,4% per un nuovo smartphone, il 16,9% per mostre, cinema, teatro, spettacoli, il 15,2% per attività sportive, il 12,5% per abbonamenti a pay tv o a piattaforme web di intrattenimento.

Tra il 2013 e il 2016, ricorda il Censis, la spesa per i consumi delle famiglie è cresciuta complessivamente di 42,4 miliardi di euro (+4% in termini reali nei tre anni), segnando la risalita dopo il grande tonfo. 

Nel 2016 i reati denunciati in Italia sono stati 2.487.389, l'8,2% in meno rispetto al 2008, mentre in cima alla graduatoria per numero di reati denunciati si trovano Milano con 237.365 reati (ma in diminuzione del 15,5% sul 2008), Roma con 228.856, Torino (136.384, -11,7%) e Napoli (136.043, -4%). 

Il 52,1% degli italiani ritiene che la Pubblica Amministrazione abbia problemi importanti nel suo funzionamento e quindi ne giudica l'operato in maniera negativa.

Appare ridotto l'incremento delle coperture vaccinali: tra gli adulti la copertura antinfluenzale passa dal 19,6% del 2009-2010 al 15,1% del 2016-2017, tra i bambini l'antipolio passa dal 96,6% del 2000 al 93,3% del 2016, quella per l'epatite B scende dal 94,1% al 93%.

Il 64% dei cittadini è soddisfatto del servizio sanitario della propria regione, quota che scende però al 46,6% nel Sud.

Durante l'ultimo anno il servizio sanitario della propria regione è peggiorato secondo il 30,5% degli italiani, quota che sale nel Sud al 38,1% e al Centro al 32,6%.

Nell'ultimo anno le famiglie con persone non autosufficienti hanno sperimentato maggiori difficoltà nel sostenere le spese sanitarie.

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FONTI:

Per il contenuto: Censis: 'Cresce l'Italia del rancore, la paura è il declassamento sociale', ansa.it, 1 Dicembre 2017

Per l'immagine: www.we-news.com

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Articolo scritto da:

Mauro Suma, il Direttore Responsabile (leggi la sua biografia).

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