Zona rossa di Casamicciola: zero lavori in corso
Zona rossa di Casamicciola: zero lavori in corso. 

Sono passati più di 100 giorni dallo scorso 21 Agosto,  più di 100 giorni dalla scossa di terremoto che si è abbattuta nel giro di 2 chilometri quadrati di Casamicciola alta, sull'isola di Ischia. Sono passati politici, è passata l'emergenza, ma se qualcuno immagina che, tre mesi e mezzo dopo, ci siano ruspe in movimento e fervore da ricostruzione nella zona rossa ischitana, si sbaglia di grosso. E' tutto fermo. L'unica certezza sono i divieti. Non ci si può addentrare nella zona rossa, non si può tornare a casa propria e al rispetto di questi diktat pensano tutta una serie di addetti all'ordine pubblico che, nel frattempo, si tengono compagnia giocano a carte in attesa che ci sia davvero qualcosa da sorvegliare, qualcosa cui sovrintendere.

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Duemila persone senza le loro case a Natale e nessuna prospettiva concreta, tangibile, che possano iniziare i lavori di ricostruzione del centro alto di Casamicciola Terme, ad Ischia.

E' così, con questo spirito e in questa situazione "concreta", che si ritrovano le famiglie ischitane colpite dal terremoto: ospitate negli alberghi del territorio al costo, sostenuto dallo Stato, di 35 euro a testa al giorno.

Quanti milioni di euro verranno spesi, così, nell'attesa? Fra un ritardo e l'altro? Si arriverà a 20 milioni di euro? E' un calcolo approssimativo ma che si può fare.

Non sarebbe meglio fare bene e fare presto? Ricostruire piuttosto che attendere? Assegnare e far partire i lavori , dare lavoro, piuttosto che giocare a carte?

La foto che potete vedere a corredo di questo servizio è stata scattata, come altre in nostro possesso, nella mattinata del 7 dicembre 2017.

Nella zona rossa di Ischia le impalcature issate subito dopo la prima emergenza e i detriti accumulati ai margini delle strade sono ancora nello stesso stato di due mesi e mezzo fa.

Le lesioni sono ancora visibili sulle mura portanti della case e quando inizierà la prossima stagione turistica, ad aprile 2018 i tedeschi inizieranno ad andare a fare le cure termali sull'isola, tutti potranno constatare quanto siano lunghi i tempi della ricostruzione italiana e come siano larghe le maglie amministrative per la definizione e l'assegnazione degli appalti per dare finalmente, prima o poi bisognerà pur farlo, il via ai lavori.

Le prime polemiche su come vengono spesi, o "non spesi", i soldi per la ricostruzione post terremoto risalgono  alla metà dello scorso mese di ottobre.

Il quotidiano locale Il Dispari e il quotidiano nazionale Il Fatto Quotidiani si erano interrogati su un totale di quasi cinque milioni di euro per usi e consumi davvero particolari,  come i fondi destinati alla Curia di Ischia (32.000 euro per l’affitto di una scuola dell’infanzia), che la Curia stessa ha smentito di aver ricevuto.

Per non parlare dei  440mila euro per l’acquisto di automezzi da parte della multiservizi AMCA o incarichi per lavori tutti con il medesimo importo: 196.720,00 euro. 

Bisogna stare attenti a giocarsi la faccia sul terremoto di Ischia, perchè fra l'altro è stato un evento tragico ma anche molto mediatico.

Basti pensare che insieme alla morte di Paolo Villaggio, gli attentati terroristici di Barcellona e la finale di Champions tra Real Madrid e Juventus, proprio il terremoto di Ischia è tra gli argomenti più discussi in Italia nel 2017 su Facebook...

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FONTI:

Per il contenuto: Fonte interna www.we-news.com.

Per l'immagine: www.we-news.com

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Articolo scritto da:

Mauro Suma, il Direttore Responsabile (leggi la sua biografia).

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