Decidono i tribunali: il bonus mamma anche alle genitrici straniere
Decidono i tribunali: il bonus mamma anche alle genitrici straniere. 

I tribunali che condannano l'Inps a versare il  bonus mamma anche alle donne immigrate con qualsiasi tipo di permesso di soggiorno, anche non di lungo periodo, fanno da apripista al bonus a tutti gli immigrati? E' la domanda che si fanno gli italiani che fanno fatica ad andare in pensione. E si chiedono: perchè per noi non ci sono i soldi per la pensione, ma si trovano i bonus per pagare i figli non italiani? La magistratura è stata chiara nel condannare l'Inps: "Il  bonus mamma va dato anche alle straniere". Contro l'Inps, avevano fatto ricorso fra gli altri l'Associazione studi giuridici sull'immigrazione e la Fondazione Guido Piccini per i diritti dell'uomo Onlus.

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L'Istituto nazionale per la previdenza sociale dovrà dare attuazione all'ordinanza del Tribunale di Milano che ha ordinato all'Istituto di dare il premio alla nascita alle mamme straniere che hanno avuto un figlio nel 2017 in possesso di qualsiasi permesso di soggiorno e non solo quello di lungo periodo.

Lo ha reso noto l'Inps stessa.

La questione ha sollevato polemiche.

Sul sito dell'Istituto si legge:  "In ottemperanza all'ordinanza sopra citata l'Inps ha già interessato i ministeri vigilanti e la Presidenza del Consiglio dei ministri e sta predisponendo i necessari interventi sulle procedure online".

Non solo: "Il Tribunale di Milano ha accolto il ricorso di APN, ASGI e Fondazione Giulio Piccini avverso le circolari Inps in materia di premio alla nascita, per aver limitato l'accesso al beneficio economico ad alcune categorie di donne straniere e precisamente alle sole donne titolari della carta di soggiorno o carta di soggiorno permanente. Il Tribunaleha conseguentemente ordinato all'Inps di estendere il beneficio in questione a tutte le future madri regolarmente presenti in Italia che ne facciano domanda e che si trovino nelle condizioni previste dall'articolo 1, comma 353, legge 11 dicembre 2016, n. 232".

Ancora l'Inps: "Le circolari che avevano limitato l'erogazione del Premio alla nascita (800 euro una tantum) alle mamme in possesso della carta di soggiorno permanente, sulla base dei requisiti previsti per il Bonus bebè deciso con la legge di Stabilità 190/2014 "sono state redatte seguendo le indicazioni scritte della Presidenza del Consiglio dei ministri". 

La nota dell'Inps si conclude così: "L'Istituto aveva fatto presenti queste restrizioni e da alcuni mesi aveva chiesto ai ministeri di valutare la possibilità di cambiare orientamento e fornire indicazioni per estendere la copertura prevista per i soggiornanti di lungo periodo anche agli altri possessori di permesso".

Le reazioni su Twitter: "Un invito a tutte le partorienti a venire nel nostro paese a incassare...".

Un altro commento contrario alla decisione del tribunale milanese: "Una discriminazione verso chi lavora ed è italiano".

L'avvocato Alberto Guariso che assisteva le associazioni ricorrenti, ha dichiarato: "Il diffondersi del contenzioso sarebbe stato oneroso per INPS, ma soprattutto ingiusto per la difformità di trattamento che si sarebbe creata, in una materia così delicata".

Tutte le donne straniere che si trovano almeno al settimo mese di gravidanza entro il 31 dicembre del 2017 devono fare domanda all'INPS al fine di poter beneficiare della decisione milanese.

La domanda deve essere presentata entro un anno dalla nascita, ma per i nati dal primo gennaio al 4 maggio 2017, il termine decorre dal 4.5.2017.

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FONTI:

Per il contenuto: "Bonus mamma anche alle straniere", adnkronos.com, 15 Dicembre 2017.

Per l'immagine: www.we-news.com

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Articolo scritto da:

Mauro Suma, il Direttore Responsabile (leggi la sua biografia).

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