Fine 2017: lo stato dell'arte delle startup innovative italiane
Fine 2017: lo stato dell'arte delle startup innovative italiane. 

Ecco la “Relazione annuale del Ministro al Parlamento sullo Startup Act italiano”, una sorta di stato dell'arte Istat italiano per le piccole e medie imprese innovative, le startup dei giovani. E in qualche caso, perchè no, anche dei meno giovani. Il dato essenziale è che sono in aumento, a livello numerico, le startup innovative italiane. Così come i loro dipendenti e il valore della produzione. Le giovani imprese falliscono poco ma fanno fatica a ingrandirsi, stentano a diventare leader di quote di mercato. Il problema è di dimensioni e di capacità di crescere,  ma anche di investimenti in venture capital. Il passo è più lento  rispetto agli altri Paesi europei.

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Entrare nel mondo delle startup innovative significa ricordare che per accedere al registro speciale dedicato alle imprese innovative, le società devono avere meno di 5 anni e un fatturato inferiore ai 5 milioni di euro).

Ed è proprio il Registro il termometro per cogliere alcune tendenze: al 30 giugno 2017, le startup innovative erano 7.398, con un incremento in un solo anno di 1456 unità (+24,5%).

E' un mondo ancora in embrione in ogni caso, basti pensare che in quattro casi su dieci, le startup sono fondate da non più di un anno e mezzo.

Dal canto suo è estesa la geografia delle startup italiane, a macchia di leopardo: ce n'è almeno una in 1.518 comuni italiani (su quasi 8.000) e in tutte le province del Paese, con punte Milano, dove ce ne sono 1207, il 14% del totale e il 62% della Lombardia.

Altrettanto vero che le startup innovative rappresentano però ancora una frazione ridotta delle società di capitali attive in Italia: sono pari allo 0,67%, ed è  sempre Milano a superare la media nazionale (1%, al decimo posto), mentre Roma è al di sotto (0,41%, al 71esimo).

La relazione annuale sullo startup act italiano ci ricorda che le 7.398 startup hanno dato lavoro a 34.120 persone, con 23.858 fondatori e 10.262 dipendenti

Dal momento che i dati vanno sempre interpretati, bene il numero dei dipendenti che è più che raddoppiato in due anni. 

Ci sono però ancora molti più fondatori che dipendenti ci racconta un sistema ancorato soprattutto alle risorse umane proprie, forse anche perchè si tratta di  di imprese giovani fondate da giovani (o almeno tali se confrontate con la media nazionale): il 21,5% delle startup ha in maggioranza soci under 35.

L'agenda segnala che da settembre 2013, le startup innovative possono ottenere una garanzia sul credito bancario da parte del Fondo di Garanzia per le PMI, che copre fino all’80% di ciascuna operazione, per un massimo di 2,5 milioni di euro.

A quattro anni dall’entrata in vigore, sono stati erogati finanziamenti per di 573 milioni di euro, destinati a 1661 startup e Pmi innovative e nel 2015 (l'ultimo dato disponibile) più di 82 milioni di euro sono stati coperti dall’incentivo.

Nonostante numeri significativi, il capitale di rischio in Italia continua a crescere, nel 2017 soprattutto grazie alla crescita degli investimenti dall’estero che superano quelli nazionali.

Eppure negli altri Paesi europei la crescita è stata molto più significativa e, con il passare degli anni, il gap continua ad allargarsi.

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FONTI:

Per il contenuto: Qual è lo stato di salute delle startup italiane? Numeri, fatturato e occupazione creata, agi.it, Paolo Fiore, 19 dicembre 2017.

Per l'immagine: www.we-news.com

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Articolo scritto da:

Mauro Suma, il Direttore Responsabile (leggi la sua biografia).

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