Congedo parentale e rischi sul posto di lavoro
Congedo parentale e rischi sul posto di lavoro. 

Ebbene sì, proprio così: rischia il licenziamento il papà che dopo aver ottenuto un congedo parentale per stare con il figlio minore di otto anni si dedichi ad altro. Lo ha stabilito la Corte di cassazione, sentenza n. 509 dell’11 gennaio 2018, respingendo il ricorso di un dipendente di una società automobilistica contro la sentenza della Corte di Appello di L'Aquila che ne aveva confermato il licenziamento perché, a seguito delle indagini disposte dalla azienda, era risultato che nei dieci giorni di congedo, presi nel marzo 2013, "per oltre metà del tempo non aveva svolto alcuna attività a favore del figlio".

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Bisogna sapere tutto e stare attenti a tutti, altrimenti di danni economici, come la perdita di uno stipendio e di una posizione professionale, sono davvero alti.

La Cassazione infatti, con la sentenza numero 509 dell’11 gennaio 2018 la Cassazione ha stabilito un importante principio in tema di fruizione del congedo parentale.

Per la Corte infatti è licenziabile il genitore che, ottenuto un periodo di congedo parentale INPS, si dedica poi ad altro anzichè dedicarsi al figlio.

La sentenza numero 509/2018 si basa sui assunti molto precisi.

Ovvero, se nei Congedi Parentali previsti dalla normativa 151/2001, prevalga l’obbligo di soddisfare bisogni affettivi o assistenziali; il tempo dedicato alla cura del minore debba aderire per durata all’orario di lavoro; contravvenire alla normativa possa determinare la risoluzione del rapporto per giusta causa.

I precedenti in materia iniziano ad essere molteplici.

Ad esempio, un lavoratore dipendente nel settore metalmeccanico di un'azienda del centro Italia, ha beneficiato per 10 giorni del Congedo parentale per il figlio, ma da riscontri investigativi effettuati dell’Azienda, in realtà è risultato che, vi abbia dedicato solo una parte esigua della giornata in rapporto all’orario che avrebbe dovuto svolgere sul posto di lavoro.

Licenziato per giusta causa, la querelle è stata dibattuta presso il il Tribunale del Lavoro territoriale e poi in sede di Appello, portando infine, il dipendente a ricorrere in Cassazione.

I motivi del ricorso si basano in primis sul dato che la normativa 151/2003 e più precisamente l’Art. 32, non specifichi il quantum del tempo da dedicare effettivamente al minore oggetto del congedo: più importante invece garantire un tempo di "qualità", nell’organizzazione della giornata.

La seconda motivazione poggia sulla validità probatoria dell’indagine investigativa, mentre la terza, sulla errata applicazione dell’Art. 18 Lg. 300/’70 con la mancata applicazione dell’Art. 9, lett. L del CCNL Metalmeccanici che prevede in casi simili una sanzione conservativa.

Alla fine il ricorso è stato rigettato, perchè nel Congedo Parentale è a discrezione del giudice di merito stabilire la durata minima di tempo da dedicare alla cura esclusiva del figlio che, tuttavia deve essere congruo con il suo fine.

In sostanza, ciò che conta non è quel che il genitore fa nel tempo da dedicare al figlio, quanto piuttosto quello che trascura di fare con il minore.

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FONTI:

Per il contenuto: Congedo parentale, licenziabile il genitore che non sta col figlio, lavoroediritti.com, 19 gennaio 2018.

Per l'immagine: www.we-news.com

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Articolo scritto da:

Mauro Suma, il Direttore Responsabile (leggi la sua biografia).

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