Il reddito di cittadinanza fra ambizioni italiane e realismo tedesco
Il reddito di cittadinanza fra ambizioni italiane e realismo tedesco. 

Chi ha le spalle coperte dal reddito di cittadinanza è più sereno economicamente e quindi viene assunto più volentieri dalle aziende che, sapendolo, possono spendere un po'  meno per il suo stipendio? Oppure è la manna dal cielo per chi non fa niente e vuole continuare a non far niente? Mentre ci si divide sul risultato finale del reddito di cittadinanza, iniziano ad emergere dati sulla sua fattibilità o meno. Il reddito di cittadinanza pensato dal M5s potrebbe costare tra i 35 e i 38 miliardi di euro. Lo ha detto ad esempio il presidente dell'Inps, Tito Boeri, sottolineando che si tratta "di una cifra molto consistente". Boeri ha sottolineato che sono state affinate le stime sul costo di questa misura rispetto al 2015, quando si parlò di 29 miliardi.

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Solo polemica politica o c'è in effetti della sostanza nella posizione del presidente dell'Inps?

Visto anche che Tito Boeri non appare, di primo acchito, ideologicamente o pregiudizialmente contrario al movimento grillino.

Lo stesso Boeri ha dichiarato: "Abbiamo fatto una stima dei costi del ddl sul reddito di cittadinanza presentato dal M5s, che è la descrizione più accurata di cui oggi disponiamo su questo strumento. L'avevamo valutata già nel 2015 per 29 miliardi, ora abbiamo rifatto queste stime alle luce dei dati più recenti, combinando le nostre informazioni con quelle dell'Agenzia delle entrate".

"Il reddito minimo - ha spiegato il presidente dell'Inps - c'è già e si chiama Rei. E' un primo passo, ancora sottofinanziato, ma c'è". Da luglio la platea del Rei che diventerà uno strumento universale per 2,5 milioni di persone. "Abbiamo recuperato - ha detto Boeri - un ritardo di 70 anni rispetto agli altri Paesi".

Subito, è arrivata la replica di Fioramonti (M5s): "Il nostro reddito di cittadinanza costa 17 miliardi, due per il sostegno al reddito e due per i centri d'impiego. Il Rei non è sufficiente, non fa uno sforzo serio".

A sostenerlo è Lorenzo Fioramonti, indicato da Luigi Di Maio, prima delle elezioni, come futuro ministro allo Sviluppo economico

Il tanto discusso reddito di cittadinanza conquista in ogni caso anche la Germania.

Merito dei Cinque Stelle? In realtà l'idea avanzata dal sindaco socialdemocratico di Berlino, Michael Mueller, e ora sul tavolo della cancelliera Angela Merkel, ha molti, ma non tutti, punti di congiunzione con la proposta pentastellata.

La proposta di Mueller, esponente di spicco della Spd, ha un aggettivo che manca alla versione italiana: si chiama infatti reddito "sociale" di cittadinanza.

L'idea è di concedere a chi non trova lavoro da tempo, ai disoccupati di lunga durata, un'occupazione socialmente utile, retribuita con soldi pubblici, che valga circa 1.500 euro lordi, quasi il doppio di quella prevista dalla proposta del M5s.

Anche i 5 Stelle prevedono che chi percepisce l'assegno dedichi 8 ore alla settimana per progetti comunali utili alla collettività, ma nella versione tedesca, le ore dedicate al lavoro sarebbero decisamente maggiori.

Altra differenza sostanziale tra i due redditi di cittadinanza è il costo per le casse pubbliche: nella proposta di Mueller, infatti, la platea di riferimento sarebbe quella dei disoccupati di lungo termine, che in Germania sono circa 720mila, mentre in Italia, il numero è molto più alto, intorno a 1,7 milioni.

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FONTI:

Per il contenuto: Tito Boeri: reddito cittadinanza M5s costerebbe 35-38 miliardi, tgcom24.it, 28 marzo 2017.

Per l'immagine: www.we-news.com

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Articolo scritto da:

Mauro Suma, il Direttore Responsabile (leggi la sua biografia).

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