Il Cda di Tim a maggioranza Elliott: Vivendi in minoranza
Il Cda di Tim a maggioranza Elliott: Vivendi in minoranza

Vero e proprio ribaltone in Tim: il fondo americano Elliott ha battuto Vivendi in assemblea, aggiudicandosi la maggioranza del cda. “Una vittoria per tutti gli azionisti. Si apre un nuovo capitolo per il gruppo”, è stato il primo commento del fondo. Una vittoria comunque di misura visto che il fondo Usa, che ha l’8,8% del capitale, ha ottenuto i voti favorevoli da parte del 49,84% dei presenti contro il 47,18% della lista di Vivendi, primo socio del gruppo di tlc con il 23,94%. A fare la differenza la Cassa Depositi e Prestiti che, con il 4,78% del capitale, è stata determinante per far eleggere i 10 consiglieri del fondo di Paul Singer. I francesi, a dispetto delle attese, sono riusciti invece a coagulare attorno alla loro lista quasi l’8% del capitale ordinario.

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A questo punto il destino di Telecom Italia Mobile è quello della public company, come ha osservato il ministro dello Sviluppo Carlo Calenda: "La maggioranza non è di nessuno. Public company. Senza più un singolo azionista di controllo", ha scritto il  ministro su Twitter.

Calenda ha anche aggiunto: "E’ importante che diventi una vera public company, che i conflitti di interesse con gli azionisti non la danneggino più e che si acceleri su separazione rete. Monitoreremo con attenzione".

Parole simili da  Fulvio Conti, primo nella lista Elliott, e accreditato come futuro presidente al posto di Arnaud de Puyfontaine: "Ora Tim è una vera public company. Sono soddisfatto", ha commentato Conti al termine dell’assemblea.

La lista del fondo americano ha ottenuto i voti favorevoli da parte del 49,84% dei presenti contro il 47,18% della lista di Vivendi, primo socio del gruppo di tlc.

Astenuti sono stati il 2,38%, contrari lo 0,60%.

La lista Elliott, tutta eletta, è formata dagli indipendenti Fulvio Conti (gia’ a capo dell’Enel per molti anni) Alfredo Altavilla, Massimo Ferrari, Paola Giannotti de Ponti, Luigi Gubitosi (ex Wind, oggi commissario Alitalia), Paola Bonomo, Maria Elena Cappello, Lucia Morselli (ad di Ast Terni) Dante Roscini, Rocco Sabelli (altro ex Alitalia)

Il fondo vincitore ha garantito pieno sostegno ad Amos Genish come ad di Tim.

Non solo, anche "all'intero team di manager ed è totalmente allineata con il suo business plan".

Si guarda dunque ad un "dialogo costruttivo e ad una ponderata valutazione delle varie proposte per la creazione di valore da parte del board indipendente di Tim e del management di Elliott incluso il ritorno del dividendo al momento appropriato e la valutazione di alternative che riguardino Netco dopo la separazione legale e la conversione delle azioni di risparmio".

Vivendi ha a sua volta affermato che sarà "estremamente vigile affinchè Amos Genish riceva da tutti i consiglieri nominati da Elliott rassicurazione e garanzie che il piano industriale 2018-2020 possa essere realizzato nella sua interezza e coerenza".

In precedenza, il portavoce del gruppo aveva affermato: "Nonostante le ultime dichiarazioni di Elliott sul futuro di Tim", la sua strategia è "sempre quella di smantellare la società".

Da segnalare, inoltre, l’intervento in assemblea del vicepresidente di Tim, Franco Bernabè, che ha stigmatizzato i toni usati da alcuni piccoli soci nel corso dei loro interventi, in particolare quelli che hanno fatto riferimento alle origine israeliane dell'Ad Amos Genish.

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FONTI:

Per il contenuto: Tim, Elliott batte Vivendi, la società si avvia a trasformarsi in public company. ildiariodellavoro.it, 4 maggio 2018.

Per l'immagine: www.we-news.com

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Articolo scritto da:

Mauro Suma, il Direttore Responsabile (leggi la sua biografia).

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