BREXIT e FREXIT: Cause? Fenomeno economico o culturale
Dalla BREXIT alla FREXIT, cause economiche e motivi culturali. 

BREXIT fenomeno economico o culturale? l'uscita della Gran Bretagna dall'Unione Europea visto come fenomeno culturale, al di là dell'impatto economico potrebbe non essere un fenomeno isolato. In molti paesi serpeggia questo spirito antieuropeista, che sia scattata la corsa per la fuga dall'europa? sono molti i segnali che lasciano pensare questo. In Francia, in Grecia, anche in Italia ci sono correnti di pensiero che prendono vigore ogni volta l'Europa non assume posizioni unitarie.

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Con il referendum del 23 Giugno 2016 i britannici hanno manifestato la volontà di uscire dall'Unione europea.

Il Parlamento britannico dovrà ratificare tale decisione e cominciare a innescare i meccanismi di uscita, così come previsto dall'art 50 del trattato di Lisbona.

Il tempo oscillerà tra i 2 e 5 anni, gli altri paesi europei premono affinchè tale uscita avvenga il più velocemente possibile.

Coloro che sono stati promotori di tale referendum aldilà delle parole dette sembrano non capire bene cosa fare e come organizzarsi dopo l'uscita.

Sicuramente la geometria europea è cambiata e cambierà, ma a prescindere da tutto, il voto del 23 Giugno non deve essere visto solo come fenomeno economico, non bisogna cioè ragionare in termini di minore crescita, PIL che subirà una contrazione, ingresso di dazi da e con l'Inghilterra.

Tale voto va letto anche e soprattutto come movimento culturale, quello di un paese, un popolo che ha deciso l'indipendenza dall'Europa.

Proprio questa Europa unita che manifesta la sua scarsa coesione in molti ambiti, politici, sociali, culturali.

Degli obiettivi prefissati solo alcuni sono stati raggiunti, ma molti ancora sono da compiersi.

Questa corrente antieuropeista che sta spazzando via tutto quello per cui si è cercato di costruire.

Probabilmente l'ingresso nell'Europa unita ha generato un carico di aspettative da parte di tutti i soggetti che si è poi affievolito a seguito delle vicende che negli ultimi anni si sono verificati.

Prima di tutto il caso Grecia, l'assenza di controlli sui bilanci, l'alterazione dei dati per fare in modo che i parametri fossero a posto, e la successiva austerità nei suoi confronti, soprattutto da parte della Germania che ne fa da padrone.

Nei 2017 sarebbe toccato anche alla Francia pronunciarsi su una eventualità del genere, si sarebber passati dalla BREXIT al rischio FREXIT, ovvero un problema ugualmente di alto livello per l'Europa unita.

L'austerità, che se da un lato ha contribuito ha rimettere i conti sulla via del controllo, attraverso posizioni di politica economica improntate su rigidità di Welfare e investimenti interni da l'altro lato ha fatto sviluppare l'idea che senza l'euro le cose andrebbero meglio.

Molti paesi hanno visto diminuire il proprio reddito con l'ingresso nell'euro tra cui proprio l'Italia, mentre altri paesi, vedi la Germania, lo hanno migliorato.

Alcuni paesi inoltre, contribuiscono in misura importante al bilancio Europeo, destinando una propria parte del PIL, altri invece ricevono più di quanto versano.

Il caso Portogallo, Spagna, Irlanda e Italia, la possibilità di creare due monete Euro, la spaccatura sul fenomeno immigrazione, il più grande esodo che si sta verificando nel mondo.

I paesi più lontani dal Mediterraneo hanno avuto un comportamento più superficiale, quasi distaccato nei confronti di questo fenomeno.

Tutti questi avvenimenti, alla fine hanno alimentato il distacco tra paesi e popoli dove ognuno non si è più sentito far parte di un contesto unito e coeso.

Questo clima antieuropeista mina sicuramente azioni e fatti che devono portare ad una maggiore integrazione, che non è solo economica, ma anche e soprattutto culturale.

Il caso Gran Bretagna è solo un tassello di questo mosaico di divisione, anche in altri paesi, vedi Francia, Grecia, e la stessa Italia dove molte persone ritengono che fuori dall'Europa la vita sarebbe migliore.

FONTI:

Per il contenuto: Brexit, Frexit e...Italiexit?, caratteriliberi.eu. 25 Aprile 2017

Per l'immagine: www.we-news.com 

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