Dal Grande Fratello al Big Data: siamo diventati paranza?
Tutti i nostri dati, il Big Data: c'è? A chi serve? 

Una volta c'era il mito del Grande Fratello. Pensavamo ci fosse una grande mente in grado di controllare il mondo, di indirizzarlo. Un qualcosa di misterioso, di inquietante, ma anche di protettivo. Gigante, pensaci tu...Una cosa del genere. Ci sentivamo più osservati che spiati. La globalizzazione ha frantumato questa idea e l'ha sminuzzata fra i server e i microchip di tutto il mondo. Anche la recente joint Facebook-WhatsApp accredita l'idea che oggi non siamo più spiati, ma usati. Utilizzati. Tutti i nostri dati raccolti e impacchettati in un unico Big Data mondiale. Pescati da telefonini e tablet, ruminati e masticati per poterci vendere qualcosa da qualche parte del mondo. Possibile? Solo suggestione? O una normale evoluzione delle cose?

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Se il Big Data è il mare indistinto in cui fra le onde ci sono tutti i dati di chi è schedulato sui Social-network con un proprio profilo, di chi usa WhatsApp, di chi compie spese con la carta di credito, di chi infarcisce la propria esistenza di password, noi proprio noi siamo la paranza.

Proprio così, una paranza tutto sommato innocua, raccolta non si sa bene da chi e per cosa: per il momento messa lì, tenuta buona a uso e consumo di social, di multinazionali, di centrali media planetarie che prima o poi faranno la pesca giusta nel Big Data e raggiungeranno o noi o centinaia di migliaia di noi.

Se tutto questo però esistesse davvero e potesse diventare un volano per l'economia, ben venga.

Anche se non esiste un Big Data-Grande Fratello mondiale, un qualcosa di simile ad un Istat globalizzato, un "big data" a misura d'uomo, utile ad esempio alle piccole e medie imprese italiane potrebbe essere cosa buona e giusta.

Digitalizzare il business è emersa infatti come la priorità numero uno, secondo un questionario proposto a 550 aziende italiane a cura di Tag Innovation School, Cisco Italia e Intesa Sanpaolo.

Big Data, ovvero grande mole di dati.

Non una banca dati organizzata, ma un oceano di dati da analizzare e da interpretare.

Un big data a misura d'uomo potrebbe migliorare il flusso delle informazioni, incrementare nuove tecnologie, creare nuovo business.

In questo senso, le opzioni binarie sono solo un esempio.

Se quella di Orson Welles era una suggestione calata dall'alto, il Big data di oggi può essere utile non soltanto per profilarci e per usarci per le campagne pubblicitarie, ma anche per provare a migliorare la qualità dell'aria che respiriamo.

Noi siamo i nostri telefonini, viviamo con loro, ci affidiamo a loro e ci spostiamo con loro: ecco perchè controllare le rotte quotidiane di spostamento dei nostri cellulari può servire a ricostruire il legame fra movimenti di traffico automobilistico ed emissioni di di anidride carbonica.

Ma è e sarà soprattutto l'e-commerce la nuova frontiera attaccabile con il Big Data.

Fra tre anni non mancheranno, fra le piccole e medie imprese italiane, fior di Start Up che dalla Grande mole di dati attueranno nuove metodologie di vendita.

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FONTI:

Per il contenuto: Le PMI puntano su Big Data, adnkronos.it, 18 Maggio 2017.

Per l'immagine: www.we-news.com

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