Bitcoin, la febbre sta passando e il conto chi lo paga?
Bitcoin, la febbre sta passando e il conto chi lo paga? 

Doveva arrivare per forza il vate Warren Buffett per decretarne la fine e per capire che la trippa per gatti era quella che era? Il Bitcoin, ovvero una moneta decentralizzata che non dipende da banche o stati, di cui nessuno vieta l'accumulo, ma di qui ad essere la vera, ultima, frontiera della ricchezza sicura ne corre. Una fibrillazione continua: è quella che stanno provando sia nella propria testa che all'altezza dello stomaco, tutti coloro che ad oggi hanno investito in bitcoin. E' una moneta tecnologica che fa esattamente la stessa cosa il Bitcoin: fibrilla, un giorno sale, l'altro scende, una settimana la usi per comprare una casa e quella dopo ti ritrovi il nulla fra le mani. Attenzione...

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Oggi un bitcoin, cioè un’unità della più popolare criptovaluta al mondo, vale 14.600 dollari, eppure cinque anni fa, ne valeva circa 13: significa che il suo valore è aumentato di oltre 1.100 volte. 

Soltanto un anno fa, un Bitcoin valeva circa 850 dollari, poi ha superato i 2.000 dollari a maggio, e fino a un mese fa era sotto i 9.000 dollari: dopo aver sfiorato i 20mila dollari, ha subito un crollo tra giovedì e venerdì, arrivando a poco più di 12mila dollari.

È stato il più grave crollo della valuta in tre anni, arrivato dopo il più grande picco di sempre.

Inventati nel 2009, forse in Giappone, da un nick di fantasia, i bitcoin sono una moneta digitale che gli utenti conservano in portafogli virtuali, e possono essere usati per fare pagamenti verso negozi o società che li accettano, per trasferire denaro ad altri utenti, o semplicemente possono essere conservati sperando che aumentino di valore.

La differenza con le normali valute è che Bitcoin risolve un gran numero di problemi che si hanno normalmente nelle transazioni economiche online.

Non c’è un’autorità centrale che controlli i bitcoin: quindi niente commissioni a Visa, Mastercard, Western Union, eccetera, e niente rischi che questi enti subiscano attacchi informatici che sottraggano numeri e codici di carte di credito.

I Bitcoin funzionano sulla base di un protocollo peer-to-peer, simile quindi ai sistemi utilizzati per esempio per scaricare e condividere i file online, quelli in cui ogni computer diventa un nodo della rete alla pari con gli altri senza nodi centrali.

Ogni utente di Bitcoin è connesso con tutti gli altri e detiene una copia di una sorta di libro mastro chiamato blockchain (catena di blocchi).

Nel blockchain sono registrate tutte le transazioni di tutti gli utenti di sempre, da quando sono nati i Bitcoin.

Nel mondo reale, mentre una ferramenta ligure ha deciso di accettare i pagamenti in bitcoin (basta una app, dicono), il mondo finanziario asiatico è sul chi va là.

La Banca Centrale dell'Indonesia ha lanciato un allarme sui rischi delle monete virtuali definendole altamente speculative e in grado di creare bolle finanziarie oltre ad essere utilizzate per il riciclaggio e il finanziamento del terrorismo.

La dichiarazione della banca centrale indonesiana arriva dopo alcuni provvedimenti restrittivi emessi già a gennaio e misure di contrasto decise dalla Corea del Sud e dalla Cina nei giorni scorsi.

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FONTI:

Per il contenuto: I bitcoin spiegati bene, ilpost.it, 15 gennaio 2018.

Per l'immagine: www.we-news.com

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Articolo scritto da:

Mauro Suma, il Direttore Responsabile (leggi la sua biografia).

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