Il saliscendi dello spread e le continue frizioni fra italiani e tedeschi
Il saliscendi dello spread e le continue frizioni fra italiani e tedeschi. 

Dice Wikipedia, in maniera sobria e neutra: "Spread è una parola inglese che è tipicamente usata in Italia, nel linguaggio politico o finanziario (the difference in price between related securities), per indicare la differenza di rendimento tra titoli di stato italiani e tedeschi". Un termine inglese che per l'appunto induce italiani e tedeschi a guardarsi in cagnesco. E non centrano le dichiarazioni, ciniche e brutali ma realistiche e trasparenti, del cristiano democratico tedesco Gunther Oettinger sul fatto che “I mercati… insegneranno agli italiani a non votare per i partiti populisti”. Lo spread, agli occhi degli italiani, a torto o a ragione, è il pollice che i tedeschi alzano verso il basso o verso l'alto rispetto ai responsi elettorali e ai governi degli italiani.

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Finisce il mese di maggio, lo spread resta in bilico, ma qualche segnalo di calo del differenziale inizia ad arrivare.

Lo spread tra Btp e Bund decennali, sempre osservato speciale degli investitori dopo i picchi di 320 punti, top  record dal 2012 ad oggi, raggiunti nella seduta di martedì 29 maggio, ha segnato nella seduta successiva un consistente calo del differenziale tra i decennali: segna 255 punti a metà giornata sulla piattaforma.

Ma che ansia questo spread! Istruzioni per l'uso...

Lo spread indica, con un solo numero, il rapporto che c’è tra il rendimento dei titoli di uno Stato rispetto all’altro, ovvero è l'indicatore, la quantificazione, di un divario.

Si usa a metro di riferimento la Germania perché attualmente è lo Stato economicamente più solido in Europa, tanto è vero che non ha bisogno di prestiti per finanziare la propria spesa pubblica.

Maggiore è il tasso di interesse dei titoli di Stato italiano, più alto è lo spread: si tratta di un dato negativo e allarmante perché costringe lo Stato italiano a spendere più di quello che incassa. 

Ma...in soldoni...Come mai lo spread sale? E chi lo decide?

Il meccanismo scatta quando lo Stato mette all’asta i propri certificati del Tesoro e non riesce a piazzarli tutti: una percentuale rimane quasi sempre invenduta.

Dunque, poiché la spesa è rigida, per finanziarsi, lo Stato spinge le banche ad acquistare la differenza di buoni non sottoscritti, ed è  qui che può succedere che l’affidabilità dello Stato e la sua solvibilità calino.

A questo punto, per attrarre gli investitori e invogliarli ad acquistare i nostri titoli, lo Stato è obbligato ad alzarne il rendimento, ossia il saggio di interesse, ecco allora cosa significa che lo spread si alza: aumenta il tasso degli interessi dei titoli di Stato italiani rispetto a quelli tedeschi. 

E nella quotidianità, quali sono gli effetti? I bilanci di imprese e famiglie ne possono risentire, perchè lo Stato deve cercare le coperture e questo può comportare una riduzione delle spese o un aumento delle tasse.

Quindi lo Stato paga interessi più alti sul debito, a loro le banche si trovano a pagare interessi più elevati e, dunque, potrebbero andare incontro a problemi di liquidità e potrebbero a stringere la borsa o prestare soldi a famiglie e imprese a tassi molto più elevati, rendendo un rischio l’erogazione di nuovi mutui. 

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FONTI:

Per il contenuto: Cos’è lo spread?, laleggepertutti.it, 30 maggio 2018.

Per l'immagine: www.we-news.com

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Articolo scritto da:

Mauro Suma, il Direttore Responsabile (leggi la sua biografia).

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