News Borse : si tingono di  rosso Giornata negativa ieri 20 ottobre per le borse cinesi che accusano una seduta pesante: verso la chiusura Shanghai segna un calo di quasi tre punti percentuali (-2,8%) e Shenzhen di oltre quattro, con forti perdite tra i titoli hi tech. I listini asiatici in generale si muovono invece al rialzo. L'indice Nikkei della Borsa di Tokyo ha chiuso in lieve rialzo dello 0,42% a 18.207,15 punti. Piazza Affari cede con l'indice Ftse Mib lo 0,2% in un clima di incertezza. A Milano limitano progressivamente le perdite Fca (-2%) ed Exor (-1,3%) mentre cresce Cnh (+1,3%). Pesante Tenaris che cede due punti percentuali e mezzo, vendite anche su Moncler (-1,4%) e Ferragamo (-1,2%) dopo il nuovo scivolone delle Borse cinesi, positive Luxottica (+0,5%) e Generali (+0,8%). Crollo di Fca (-5,2%), dopo il boom di Ferrari a Wall Street. Credit Suisse cede il 4,5% alla Borsa di Zurigo dopo aver annunciato un aumento di capitale da 6,05 miliardi di franchi svizzeri (6,3 miliardi di dollari)che evidentemente non è servito granchè.

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I volumi di trading e l'atmosfera complessiva tra gli investitori appaiono sottotono dopo la giornata di ieri 20 ottobre, in attesa delle decisioni delle principali banche centrali di qui a fine mese.

Dopodomani c'è la riunione della Banca Centrale Europea e settimana prossima quella della Federal Reserve, seguita a ruota dalla Banca del Giappone.

Parigi perde lo 0,64%, mentre Londra tiene a -0,11% e Francoforte scende dello 0,16%,Madrid +0,69%.

Crolla Saras dopo che Rosneft ha collocato il 9% del capitale della raffineria per far cassaWall Street avanza debole, dopo i timidi guadagni della vigilia: quando in Europa chiudono i mercati, il Dow Jones e l'S&P 500 si riportano sulla parità, mentre il Nasdaq arretra dello 0,3%.

Gli investitori continuano a digerire la pioggia di trimestrali della Corporate America. Ieri Morgan Stanley (-4,8%) ha deluso.

A Milano Piazza Affari chiude in calo dello 0,67%.

E' in lieve risalita, invece, il rendimento dei Btp decennali sul mercato secondario dove vengono scambiati con un tasso dell'1,66%: lo spread, il premio al rischio rispetto ai bund tedeschi, è stabile sotto la soglia di 105 punti.

Chiusura in rialzo, questa mattina, per la Borsa di Tokyo.

L'indice Nikkei ha guadagnato lo 0,4% con un rimbalzo rispetto al calo di lunedì (-0,88%) legato alla diffusione di dati sull'andamento dell'economia cinese.

Il mercato azionario giapponese si è mosso oggi in una fascia relativamente ristretta, sulla scia del recupero iniziale di parte del cedimento di ieri, supportato da un leggero indebolimento dello yen che favorisce i titoli di alcune società esportatrici.

Tuttavia nel mercato aleggia la prudenza in attesa dei risultati societari e delle decisioni delle autorità monetarie.

L'indice Nikkei della Borsa di Tokyo ha chiuso in lieve rialzo dello 0,42% a 18.207,15 punti.

L'euro chiude in rialzo sopra 1,13 dollari, ma sotto i massimi di giornata.

La moneta europea passa di mano a 1,1333 dollari, dopo un top a 1,1386.

In giornata l'euro è salito dopo i dati della Bce sui prestiti delle banche, in ripresa nel terzo trimestre.

Le oscillazioni della moneta cinese rimangono da tenere d'occhio per vedere come le autorità monetarie di Pechino reagiranno dopo la svalutazione di agosto scorso.

Altre piazze asiatiche appaiono lievemente deboli sull'onda del ripiegamento dei prezzi delle materie prime seguito alla notizia del ridimensionamento del Pil cinese del terzo trimestre sotto la soglia del 7% (sia pure con una performance un po' superiore alle attese.

Sul fronte delle materie prime in fatti il petrolio a novembre tenta di recuperare quota dopo il tonfo di ieri legato alla crescita più lenta dal 2009 del pil cinese del terzo trimestre: alla chiusura dei mercati Ue il Wti sale di un punto percentuale a 46,3 dollari al barile e il Brent tratta in area 49 dollari.

Restano comunque preoccupazioni per un eccesso di scorte e per lo stato di salute dell'economia mondiale.

L'agenzia di rating Moody's ha abbassato le stime di prezzo del barile tra il 2016 e il 2017: da 57 a 53 dollari per il Brent e da 52 a 48 dollari per il Wti. Oro in leggero apprezzamento poco sotto 1.180 dollari l'oncia.

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