News Borse 23 ottobre: La Borsa  sorride dopo l’annuncio di DraghiI mercati azionari hanno beneficiato delle dichiarazioni del numero uno dell BCE, Mario Draghi, che ha ventilato la possibilità di apportare modifiche al programma di Quantitative Easing nella prossima riunione di dicembre. Per stimolare l'economia cinese, la People's Bank of China la ha tagliato per la sesta volta dallo scorso novembre il tasso benchmark ad un anno sui finanziamenti di 25 punti base, ovvero dal 4,60% al 4,35%. Molto bene anche Telecom Italia (+9,6%) ieri già protagonista di un importante strappo al rialzo. Il FTSEMib ha guadagnato l’1,79% a 22.737 punti. Performance migliori per il FTSE Italia Mid Cap (+2,46% a 33.470 punti) e il FTSE Italia STAR (+3,14% a 24.749 punti). Unicredit (-1,1% a 6,065 euro) ha concretizzato il maggior ribasso, seguita da Monte dei Paschi (-0,4% a 1,674 euro).

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Semaforo verde per Piazza Affari che ha proseguito il rally innescato alla vigilia dalle parole di Mario Draghi che hanno alimentato le attese per l’annuncio di nuovi stimoli monetari da parte della Bce nel prossimo meeting del 3 dicembre.

Sul tavolo il possibile ampliamento del piano di QE.

In chiusura l’indice Ftse Mib ha guadagnato lo 0,53% a quota 22.736,86 punti.

Performance migliori per il FTSE Italia Mid Cap (+2,46% a 33.470 punti) e il FTSE Italia STAR (+3,14% a 24.749 punti).

La migliore performance della settimana al FTSEMib, è stata quella di Azimut, che ha guadagnato il 10,7%.

Tra i migliori dell’ottava anche STM (+8,9%), che ha beneficiato degli ottimi risultati trimestrali di Texas Instruments.

Pessima settimana, invece, per Tenaris (-6,2%) e la Popolare di Milano (-6,1%).

Il Dax di Francoforte ha guadagnato il 2,78% e il Cac il 2,44%.

Più contenuti gli acquisti sul Ftse100 di Londra (+1,04%) e sull'Ibex di Madrid (+0,97%).

Il Ftse Mib di piazza Affari, invece, non ha partecipato alla festa chiudendo in rialzo dello 0,53% a 22.736 punti non lontano dai valori raggiunti in apertura.

Sul mercato obbligazionario è proseguito il calo del rendimento dei titoli di stato: il Btp decennale rende ora l'1,50% con lo spread che ha chiuso a 99 punti base dopo aver aggiornato il minimo da sei mesi a 95 punti.

Una spinta ulteriore ai mercati è arrivata poi dal nuovo taglio del costo del denaro da parte della Cina.

La People's Bank of China (Pboc) ha abbassato il tasso benchmark ad un anno sui finanziamenti dal 4,60% al 4,35 per cento (sesto taglio da novembre 2014).

Il tasso benchmark ad un anno sui depositi è sceso a 1,50% da 1,75 per cento.

L’effetto Cina, insieme alla trimestrale oltre le attese della francese Kering, ha sostenuto l’intero settore del lusso.

Si è distinta Moncler (+3,37%) e Ferragamo (+4,38%), le più sensibili sul fronte Cina. Molto bene anche Tod’s (+ 2,98%).

Kering ha annunciato di avere chiuso il terzo trimestre dell'anno con un giro d'affari in crescita del 12% a 2,895 miliardi di euro.

A tassi di cambio costanti, il colosso del lusso transalpino ha visto le vendite salire del 3,1%, battendo il consenso Bloomberg che indicava un progresso del 2,8 per cento.

In moderato rialzo Luxottica (+0,53%) nonostante la bocciatura arrivata questa mattina da Morgan Stanley.

Gli analisti della banca d'affari americana hanno fissato il target price a 61 euro.

Secondo gli esperti, dopo la brillante performance messa a segno dal titolo da inizio anno è difficile scorgere spazi per una nuova cavalcata rialzista.

Morgan Stanley conferma comunque la sua view positiva sul modello di business di Luxottica. Secondo Banca Akros dovrebbero emergere dei miglioramenti del business in Italia, mentre sul mercato brasiliano dovrebbe continuare a pesare il forte indebolimento del real.

Sul settore bancario solo le banche popolari, nel periodo, hanno visto un aumento del 502% a fronte di un +57,7% del credito.

Unicredit (-1,1% a 6,065 euro) ha concretizzato il maggior ribasso, seguita da Monte dei Paschi (-0,4% a 1,674 euro), Ubi Banca (-1,2% a 7,065 euro) e Bper (-0,7% a 7,65 euro), che è riuscita a contenere le vendite grazie alla previsione degli esperti di Kepler Cheuvreux, secondo i quali l'istituto potrebbe raggiungere il breakeven questo trimestre nonostante i 55 milioni di costi una tantum legati all'uscita dei dipendenti.

Sopra la parità il Banco Popolare (+0,3% a 14,03 euro), Mediobanca (+0,7% a 9,32 euro) e Mediolanum (+2,7% a 7,39 euro).

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